Noi non archiviamo, Articolo21 alla Camera per Alpi e Hrovatin
mercoledì 20 marzo 2019

Si è svolto oggi mercoledì 20 marzo, alle ore 10,30, nell'Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati di Roma, alla presenza del Presidente Roberto Fico, il convegno “Noi non archiviamo: il giornalismo di inchiesta per la verità e la giustizia”, in occasione dei 25 anni dall'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin avvenuta a Mogadiscio il 20 marzo 1994. In rappresentanza del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, era presente il segretario regionale Rocco Cerone e Roberto Rinaldi del direttivo. Durante l'incontro è stato ricordato anche Antonio Megalizzi.

Tra i partecipanti vi erano il Presidente Roberto Fico, il deputato Walter Verini, Giuseppina Parteniti, direttrice del Tg3 Rai, Vittorio Di Trapani, segretario nazionale Usigrai, Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai, David Ermini, vicepresidente Consiglio superiore della magistratura. Marino Sinibaldi, direttore Radio 3 Rai, che ha condotto l'approfondimento "25 anni di impegno - Insieme a Luciana e Giorgio Alpi", con testimonianze di Mariangela Gritta Grainer e Walter Veltroni. Erano inoltre presenti anche Carlo Verna presidente dell’Ordine dei Giornalisti e Raffaele Lorusso segretario della FNSI. Tra gli invitati alcune rappresentanze di studenti delle scuole di Cesena, Chiavari e Latina intitolate ad Ilaria Alpi, delegazioni di giornalisti del Sindacato della Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e della Campania.

L’attrice Ottavia Piccolo ha letto il monologo "Lo schifo", di Stefano Massini ispirato al delitto che ancora scuote le coscienze di tutti e non ha assicurato alla giustizia esecutori e mandanti.

L’incontro istituzionale si è concluso con l'accorato discorso di Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa che ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inviato per la celebrazione dell’anniversario: «L’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è il drammatico monito del prezzo che si può pagare per la libertà di informazione. Lacera profondamente, a 25 anni di distanza, la coscienza civile del nostro Paese e suona drammatico monito del prezzo che si può pagare nel servire la causa della libertà di informazione. L'impegno dei familiari contro le reticenze e i depistaggi, dopo l'immenso dolore subito, ha meritato e merita grande rispetto e rappresenta un dovere della Repubblica».

In questa sede del Parlamento è stato chiesto all’unanimità di non archiviare le indagini sul delitto e continuare a indagare su chi ha depistato per ostacolare la ricerca della verità. Il Presidente Fico ha manifestato il suo impegno per attivare le «procedure di de-classificazione di tutti i documenti riguardanti le indagini e le risultanze delle commissioni d’inchiesta e renderli accessibili per la trasparenza e la lettura da parte dei cittadini».

Il Presidente della Camera ha espresso anche la volontà di riaprire il dibattito sul tema della diffamazione a mezzo stampa e la libertà d’espressione mediante un confronto costruttivo anche sul problema delle querele temerarie. Ha ricordato il caso di Giulio Regeni che insieme a tutti gli altri «non deve appartenere ad una sola forza politica. Noi dobbiamo fare verità su noi stessi per creare una nazione migliore».

Il deputato Walter Verini ha citato Antonio Megalizzi per onorare l’impegno di tutti i giornalisti che «dobbiamo difendere e non lasciare soli per il loro coraggio». Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, ha dichiarato l’intenzione di creare un nucleo di giornalisti investigativi per proseguire la ricerca della verità sul delitto che ha portato ingiustamente in carcere per 17 anni Hashi Omar Ossan, accusato da una falsa testimonianza, rivelatasi tale grazie alla giornalista Chiara Cazzaniga del programma “Chi l’ha visto”.

La solennità della giornata ha visto «riunita in questa sede un’Italia migliore e unita intenzionata a non cedere alla rassegnazione» - come ha dichiarato il segretario Rocco Cerone – si è conclusa con le parole di Giuseppe Giulietti che ha parlato ai giovani studenti rivolgendo loro un appello: «Voi siete qui per non archiviare perché l’uccisione di Ilaria e Miran è un peso che ha la coscienza del nostro paese e paga la libertà d’informazione. Desidero ringraziare tutti per questo impegno che dobbiamo ai genitori di Ilaria che sono morti senza sapere la verità e un grazie al noi collettivo lo dobbiamo a loro perché sono stati uccisi nel tentativo di illuminare l’oscurità delle periferie, come dice sempre anche Papa Francesco. Dobbiamo far rivivere i loro sogni, lo stesso sogno che Antonio Megalizzi aveva nel raccontare l’Europa. Il valore della memoria non deve venire mai meno».

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