Cerone e Malfertheiner, Inpgi garanzia di autonomia
venerdì 28 giugno 2019

Care colleghe e cari colleghi,

sicuramente avrete appreso che il nostro istituto di previdenza Inpgi sta attraversando un periodo di crisi profonda, causata dalla crisi del mercato del lavoro giornalistico che ha determinato una diminuzione degli attivi ed un aumento dei pensionati con un rapporto non più economicamente sostenibile. Crisi che si ripercuote sui bilanci dell‘Inpgi che da due anni sono in rosso.
Come per la Casagit, la soluzione è l’allargamento della base contributiva, con il passaggio in questo caso di circa 14.000 comunicatori dall‘Inps all‘Inpgi, misura che metterebbe in sicurezza l‘istituto.

Per fare questo serve però una modifica di legge da parte del parlamento. L‘Inpgi ha più volte sollecitato questo provvedimento. Questi tentativi non hanno però raggiunto lo scopo prefissato: i relativi emendamenti sono stati ritirati all‘ultimo momento da una parte del governo.

C‘è un altro aspetto di criticità: la legge prevede che l’istituto di previdenza dopo due bilanci in rosso possa essere commissariato. Questo significa che il commissario, e non più i giornalisti, decide delle sorti dell‘istituto.

Pochi giorni fa però il parlamento si è occupato della questione: dando tempo all’Inpgi fino al 31 ottobre per mettere in ordine i conti, spostando al 2023 l’entrata dei comunicatori.

La situazione di crisi oggettiva non solo dell’Inpgi ma dell’intero settore dell’informazione viene vista, da una parte della maggioranza di governo, come un’occasione per mettere sotto scacco e commissariare non solo e non tanto l’Inpgi, ma la professione giornalistica nel suo complesso e l’articolo 21 della Costituzione.
Vogliamo assolutamente mantenere il controllo del nostro istituto di previdenza. I’Inpgi è un baluardo ed una parte importante dell’autogoverno della nostra professione. In autunno, per iniziativa della FNSI, verranno organizzate iniziative in tutta Italia, a tutela dell’autonomia della professione dal controllo del governo.

Il segretario regionale Rocco Cerone

Il vicesegretario regionale e coordinatore di Controcorrente TAA Peter Malfertheiner

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Liebe Kolleginnen und Kollegen,

ihr habt sicherlich mitbekommen, dass unsere Rentenversicherung Inpgi in einer tiefen Krise steckt. Das Inpgi schreibt seit zwei Jahren rote Zahlen. Das ist deshalb so, weil die Krise am Arbeitsmarkt viele Kolleginnen und Kollegen aus der Arbeit und in die Pension gedrängt hat. Das Verhältnis zwischen jenen, die Pensionsbeiträge einzahlen und jenen, die eine Pension beziehen, ist damit aus dem Lot geraten.

Wie bei der Casagit besteht auch für das Inpgi die Lösung darin, die Zahl jener zu erhöhen, die ihre Beiträge an das Institut zahlen. Für das Inpgi könnten das die insgesamt 14.000 Öffentlichkeitsarbeiter sein. Kommen sie zum Ingpi, wäre die Nachhaltigkeit gesichert.

Doch anders als bei der Casagit, braucht es dafür eine Gesetzesänderung im Parlament. Mehrmals bereits hat das Inpgi eine solche verlangt. Und mehrmals sind entsprechende Vorschläge von einem Teil der Regierung im letzten Augenblick zurückgezogen worden.

Erschwerend kommt dazu, dass das Gesetz vorsieht, dass eine Rentenkasse nach zwei Jahren mit negativen Bilanzen kommissarisch verwaltet werden kann. Das würde bedeuten, dass der Kommissar und nicht mehr die Journalisten über die Geschicke des Inpgi entscheiden.

Erst vor wenigen Tagen hat das Parlament das Problem behandelt. Es beschloss, die kommissarische Verwaltung des Inpgi bis 31. Oktober aufzuschieben und die Öffentlichkeitsarbeiter erst 2023 aufzunehmen. Ein Teil der Regierung will ganz offensichtlich die Krise des Mediensektors dazu nutzen, die Arbeit der Journalisten unter ihre Kontrolle zu bringen und so die freie Meinungsäußerung, wie sie im Artikel 21 der Verfassung verankert ist, einzuschränken.

Wir wollen unbedingt die Kontrolle über unsere Rentenversicherung behalten. Das Inpgi ist ein Wall und ein wichtiger Teil der Selbstverwaltung unserer Berufsgruppe. Im Herbst organisiert die Journalistengewerkschaft FNSI Protestkundgebungen, mit denen wir auf unserer Selbstbestimmung bestehen und Kontrollversuche der Regierung zurückweisen.

Der Sekretär der regionalen Journalistengewerkschaft Rocco Cerone

Der Vizesekretär und Koordinator von Controcorrente Peter Malfertheiner

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