Copyright, via libera alla riforma Ue
martedì 26 marzo 2019

«L'approvazione della direttiva europea sul diritto d'autore e? un una buona notizia. A dispetto della propaganda, di prese di posizione ideologiche e delle pressioni di gruppi di potere, il Parlamento europeo ha stabilito un principio sacrosanto, ossia che il lavoro va sempre retribuito. E? una battaglia che la FNSI ha condotto insieme con la Federazione internazionale dei giornalisti, numerosi sindacati dei giornalisti di Paesi europei e con associazioni di editori, artisti, registi, scrittori e creativi». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.

«L'attuazione della direttiva – prosegue – consentira? di mettere fine all'utilizzo e alla diffusione del lavoro giornalistico e di altre opere dell'ingegno senza che alcuna forma di remunerazione venga riconosciuta a chi quel lavoro e quelle opere ha realizzato. Lo sfruttamento dei prodotti giornalistici da parte dei giganti della rete, che continuano a realizzare ingenti profitti attraverso la raccolta pubblicitaria e il traffico dei dati, dovra? adesso essere sottoposto a regole precise. Una parte dei profitti dovra? ritornare al settore dell'informazione, tutelando il lavoro dei giornalisti, le retribuzioni, gli investimenti e lo sviluppo dell'intero comparto. Oltre che un principio di giustizia ed equita?, viene riaffermata la dignita? del lavoro. Valori non negoziabili, che nulla hanno a che vedere con la liberta? di accesso alla rete per nulla compromessa dall'approvazione della direttiva».

All'interno della direttiva, che ora richiederà un passaggio formale al Consiglio, è data possibilità agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l'impiego dei contenuti prodotti, con il riconoscimento dei diritti connessi. Le brevi note o snippet che descrivono un articolo non rientrano tra i contenuti protetti. I link, invece, rimangono liberi e gratuiti, ma gli introiti derivanti dal traffico generato dai contenuti dovranno essere condivisi con gli autori, ovvero con i giornalisti.

Gli utenti non rischiano alcuna sanzione per aver caricato materiale protetto da copyright, ma la responsabilità ricadrà sulle grandi piattaforme che ospitano contenuti. Non ci sono, invece, obblighi di filtri ex-ante, come proposto in prima battuta.

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