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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Inpgi, Lorusso: ‘Bene l’avvio del tavolo. Smentite chiacchiere, livori e false notizie’

«La partita è appena iniziata e andrà giocata fino in fondo, sostenendo le ragioni della difesa della professione, dell’autonomia dei suoi enti e della dignità del lavoro», rileva il segretario Fnsi, che rivendica: «Premiata anche l’azione e la mobilitazione del sindacato, in tutte le sue articolazioni».

«L’avvio del confronto in sede governativa sulla messa in sicurezza dell’Inpgi è un passaggio importante, che mette a tacere quanti, anche all’interno della categoria, hanno lavorato per mesi, e continuano a farlo, per la chiusura dell’Istituto». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.

«Il fatto che a presiedere il tavolo tecnico sia il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – osserva Lorusso – dimostra la serietà del confronto e conferma la volontà del governo di affrontare la questione. Il tavolo tecnico sull’Inpgi, che si affianca a quelli avviati da poco su equo compenso e riforma del settore e lavoro, premia anche l’azione e la mobilitazione del sindacato dei giornalisti, in tutte le sue articolazioni. La partita è appena iniziata e andrà giocata fino in fondo, sostenendo le ragioni della difesa della professione, dell’autonomia dei suoi enti e della dignità del lavoro. Conteranno gli atti e su questo bisognerà incalzare governo e controparti. Il gruppo dirigente della Fnsi continuerà a lavorare, lasciando ad altri chiacchiere da web, livori e fake news».

Fonte: FNSI

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Articolo 21 GRUPPI

‘Parole non Pietre’: appuntamento a Roma dal 28 febbraio

Per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme.” Il richiamo con cui papa Francesco apre il Messaggio per la 54esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, reso noto oggi, guida l’iniziativa “Parole, non Pietre“, che Articolo 21, con Fnsi, UsigRai Ordine dei Giornalisti del Lazio e tante altre realtà, ha organizzato per il 28, 29 febbraio e 1 marzo a Romacon la sessione di apertura presso la sede di Civiltà Cattolica, e con una serie di incontri in luoghi simbolo di dialogo della Capitale.

Credenti di diverse fedi e non credenti si ritroveranno per un confronto e per consolidare l’alleanza sui valori comuni a cui si ispira ilManifesto per una informazione e comunicazione contro le parole di odio, lanciato un anno fa, sottoscritto da tante e tanti, e che trova nuovo slancio oggi, grazie alle parole del Messaggio di Francesco: “Spesso sui telai della comunicazione, anziché racconti costruttivi, che sono un collante dei legami sociali e del tessuto culturale, si producono storie distruttive e provocatorie, che logorano e spezzano i fili fragili della convivenza. Mettendo insieme informazioni non verificate, ripetendo discorsi banali e falsamente persuasivi, colpendo con proclami di odio, non si tesse la storia umana, ma si spoglia l’uomo di dignità.” e ancora: “In un’epoca in cui la falsificazione si rivela sempre più sofisticata,  raggiungendo livelli esponenziali (il deepfake), abbiamo bisogno di sapienza per accogliere e creare racconti belli, veri e buoni. Abbiamo bisogno di coraggio per respingere quelli falsi e malvagi. Abbiamo bisogno di pazienza e discernimento per riscoprire storie che ci aiutino a non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi; storie che riportino alla luce la verità di quel che siamo, anche nell’eroicità ignorata del quotidiano.” Chiunque di noi può far proprie queste frasi che racchiudono anche i principi che furono a fondamento della Costituzione e, in particolare, alla stesura dell’Articolo 21, e all’idea dell’informazione quale collante e strumento di coesione e di abbattimento delle disuguaglianze. Per ribadire questi principi e rilanciare l’impegno comune per costruire una comunicazione basata sulla fratellanza e sulla giustizia, ci ritroveremo e porteremo testimonianze di diverse provenienze, comunità, buone pratiche, per costruire insieme quanto auspicato da Francesco: “mentre le storie usate a fini strumentali e di potere hanno vita breve, una buona storia è in grado di travalicare i confini dello spazio e del tempo“.

(Fonte: Articolo21)

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Lavoro SINDACATO

Conferenza dei Cdr: ‘Subito i tavoli su lavoro e Inpgi. Pronti a mobilitazione e sciopero’

I Comitati di redazione, riuniti con la Giunta Fnsi e le Assostampa, «si impegnano a sottoscrivere accordi che prevedano prepensionamenti solo se le assunzioni previste per legge siano assunzioni di giornalisti con contratto di lavoro giornalistico a tempo pieno», si legge, fra l’altro, nel documento approvato al termine dei lavori dell’assemblea.

La Conferenza nazionale dei Comitati e fiduciari di redazione, riunita a Roma il 9 gennaio 2020 insieme con la Giunta esecutiva della Fnsi e le Associazioni Regionali di Stampa, approva la relazione del segretario generale e ribadisce «la centralità del lavoro giornalistico e di una professione la cui libertà e indipendenza sono sotto attacco, anche a causa della minaccia all’indipendenza e sicurezza dell’Istituto di previdenza dei giornalisti». È quanto si legge nel documento finale approvato al termine dei lavori dell’assemblea.

«I Cdr, in prima linea nella difesa della categoria, chiedono che il governo si faccia carico della situazione gravissima in cui versa il mondo dell’informazione e ritengono indispensabile l’avvio immediato dei tavoli sul lavoro e sulla riforma dell’editoria chiesti dalla Fnsi e promessi dal governo, oltre che sull’allargamento della platea di chi contribuisce all’Inpgi», proseguono i Comitati di redazione.

Alla vigilia della nuova stagione di prepensionamenti voluti dal governo, i Cdr, si legge ancora, «si impegnano, insieme alla Federazione nazionale della Stampa italiana, a sottoscrivere accordi che prevedano prepensionamenti solo se le assunzioni previste per legge siano assunzioni di giornalisti con contratto di lavoro giornalistico a tempo pieno: i colleghi in uscita non dovranno essere rimpiazzati da lavoratori non giornalisti».

I Comitati di redazione, infine, «verificheranno con attenzione e rigore che le richieste di stati di crisi siano supportate da congrui dati di bilancio e che non si torni al meccanismo della lista di attesa che ha provocato in passato la corsa ai prepensionamenti» e chiedono alla segreteria e alla Giunta Fnsi, conclude il documento, «di mettere in campo tutte le azioni di mobilitazione e di lotta, fino alla convocazione dello sciopero generale, per sostenere l’avvio dei tavoli e impedire l’ulteriore indebolimento della professione e la distruzione dell’Inpgi e degli altri enti di categoria».

Fonte: FNSI

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Conte: ‘Rispettiamo l’autonomia dell’INPGI. Tavolo tecnico da gennaio 2020’.

Durante la tradizionale conferenza stampa annuale, svoltasi a Roma il 28 dicembre a Villa Madama in diretta tv, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato che il governo “non ha inteso commissariare l’Inpgi, ma ha concesso ulteriori sei mesi di tempo (fino al 30 giugno 2020) per rispettarne l’ autonomia”.

Il premier ha poi aggiunto che “il governo è disposto a fare la propria parte, ma anche l’Istituto dovrà fare la sua, nel senso che dobbiamo garantire comunque la stabilità finanziaria. I conti devono essere tenuti in ordine. Da gennaio partirà un tavolo tecnico. Io spero che anche questa vertenza troverà soluzione”.

Il giornalismo ha spiegato Conte è “fondamentale per il funzionamento della democrazia”. In particolare, ha aggiunto, “la norma appena introdotta che prevede la possibilità di inserire nelle redazioni profili non giornalistici non è uno schiaffo alla professione giornalistica che il governo rispetta, ma avviene nella prospettiva di una riconversione digitale e di un rilancio di un’azienda. Una competenza digitale specifica può essere particolarmente utile. Le aziende non sono obbligate ad assumere, ma possono farlo sulla base di un dialogo con i sindacati. Non è una compressione o uno svilimento della professione giornalistica. Di competenze digitali c’è sempre più bisogno”.

In merito alla difficile situazione che sta attraversando il mondo del giornalismo, Conte ha spiegato che “in un contesto in continua evoluzione bisogna anche porsi in sintonia con l’evoluzione del mercato. È la regola della competizione e vince chi si mostra più innovatore”.

Al termine della conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte ha incontrato i rappresentanti di INPGI, Ordine dei Giornalisti, Casagit, FNSI.

(Fonte: INPGI Notizie)

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Inpgi Lavoro PREVIDENZA E SALUTE

Inpgi: dai nuovi prepensionamenti attacco alla Cassa ed ai giornalisti

La Presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, ha inviato una lettera ai Ministeri vigilanti, Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri, al presidente della Commissione parlamentare di controllo sugli Enti, Sergio Puglia, e alla Corte dei Conti per segnalare le gravi conseguenze sui conti dell’Istituto delle misure in tema di prepensionamenti inserite nel disegno di legge di Bilancio per il 2020 all’esame del Senato.

La norma proposta stanzia nuovi fondi, a carico del bilancio dello Stato, per finanziare un nuovo ciclo di uscite anticipate per i giornalisti. Le cifre stanziate comporteranno l’uscita dal lavoro di circa 120 giornalisti nel solo 2020 con una perdita di contributi per l’Inpgi di almeno 4,5 milioni all’anno. Non solo. La norma inserita nella legge di stabilità prevede inoltre che a fronte delle uscite, le aziende possano assumere anche soggetti privi di status giornalistico, quindi non assicurabili all’Inpgi, che siano “in possesso di competenze professionali coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio, riconversione digitale e sviluppo aziendale”. In pratica dalle redazioni usciranno giornalisti che saranno sostituiti in parte da non giornalisti: di fatto un attacco alla professione.

E questo mentre il Consiglio di amministrazione dell’Ente è impegnato, come prevede la legge 58/2019 del 30 giugno scorso, a mettere in atto ulteriori misure volte al contenimento della spesa e all’incremento delle entrate in attesa dell’allargamento della platea previsto dalla stessa legge nel 2023.

“Ai nostri interlocutori istituzionali chiedo – ha detto la Presidente Macelloni – come sia possibile per l’Istituto rispettare una legge che chiede di ridurre le spese e aumentare le entrate mentre con un altro provvedimento il Governo impone allo stesso Istituto una ulteriore riduzione di iscritti e di entrate contributive senza neppure il conforto di nuove assunzioni giornalistiche”.

Una simile prospettiva non può che portare un significativo ed estremamente grave peggioramento del saldo di bilancio dell’Ente dagli effetti potenzialmente devastanti sulla tenuta dei conti in funzione della sostenibilità del sistema. “Siamo i primi testimoni della crisi dell’editoria, i cui effetti sono evidenti nei nostri conti da oltre un decennio – ha aggiunto la Presidente – e quindi certo non possiamo negare l’esigenza di una nuova fase di ristrutturazione del settore. Riteniamo però indispensabile che tali misure vengano necessariamente coordinate con il processo di allargamento della platea degli iscritti all’Inpgi in modo da poter rafforzare il flusso finanziario della gestione previdenziale e rendere sostenibili anche gli effetti delle nuove uscite”.

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Inpgi: ok al preventivo 2020, la relazione di Macelloni

Il Consiglio generale dell’Inpgi ha approvato il bilancio preventivo per il 2020. Ecco la relazione della presidente Marina Macelloni.

“I numeri dei bilanci di assestamento 2019 e preventivo 2020 confermano gli andamenti che abbiamo visto negli anni scorsi con un’ulteriore perdita, nel primo semestre di quest’anno, di 400 posti di lavoro. Questa dinamica, ormai riconosciuta da tutti gli attori del sistema, ci ha portato ad ottenere, nel giugno scorso, la legge che ci consentirà di ampliare la nostra platea.

Certo, il percorso va completato ma la soluzione da noi prospettata con forza e discussa nel corso di oltre un anno di incontri con i ministeri e con tutti gli interlocutori istituzionali, è diventata legge dello Stato.
Dal 2023 la nostra platea di iscritti potrà essere allargata ad altre figure professionali che svolgono attività affini e in molti casi sovrapposte alla nostra.
Si tratta di un risultato ottenuto in un momento particolarmente difficile sia per la drammatica crisi del settore dell’editoria, sia per un clima politico non particolarmente favorevole alla nostra categoria. Non ci siamo riusciti per caso o per fortuna. Ci siamo riusciti, con grande fatica, grazie a un lavoro di grande spessore tecnico e culturale che l’intero Consiglio di Amministrazione, insieme alle parti sociali, può rivendicare con orgoglio. E ci siamo riusciti perché non abbiamo chiesto soluzioni a spese della fiscalità generale ma abbiamo portato un progetto moderno di riconoscimento del mondo del lavoro che cambia e delle modalità per intercettarlo.

Siamo stati ascoltati perché siamo un soggetto istituzionale credibile, forte della sua autonomia e della sua capacità di sostenere concretamente centinaia di aziende e migliaia di colleghi travolti dalla crisi del settore. Abbiamo potuto rivendicare tutto quello che abbiamo fatto con grande responsabilità in tre anni e mezzo di mandato. Tutti interventi che forse non hanno avuto sempre il consenso generale e di sicuro hanno comportato sacrifici pesanti per tutti, ma hanno permesso all’Istituto di essere ancora qui, autonomo, con una prospettiva e pronto ad affrontare le sfide del futuro.

Tra gli interventi fatti voglio solo ricordare la riforma che consente già oggi di calmierare la spesa pensionistica; il contributo di solidarietà per il quale ringrazio i colleghi pensionati che hanno capito lo spirito di equità tra generazioni alla base del provvedimento; la definizione di un regolamento investimenti che è diventato modello per le altre casse e la costituzione della Sicav che porta maggiore efficienza alla gestione del patrimonio; la vendita di parte del patrimonio immobiliare sia pure in un momento complicato soprattutto per il mercato immobiliare romano; il nuovo regolamento della gestione separata, appena approvato, che consentirà migliori prestazioni e maggiori tutele ai giornalisti autonomi.

Su tutto una gestione amministrativa corretta che ha permesso di tenere sempre sotto controllo le spese.
Il lavoro non si conclude qui: la norma ci impone entro il 30 giugno prossimo una riflessione su ulteriori misure di contenimento della spesa e di aumento delle entrate e il Consiglio di Amministrazione a questo sta lavorando. Con lo spirito di collaborazione che ci ha portato fino a qui e con un obiettivo condiviso: salvare un Istituto che ha quasi cent’anni di storia e che è stato un pilastro fondamentale della storia delle Istituzioni e del giornalismo di questo paese”.

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Articolo 21 GRUPPI

Offese a Borrometi: Sindacato vicino a chi fa informazione

Il sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige ed Articolo 21 della regione esprimono sconcerto e preoccupazione per i gravi attacchi personali nei confronti del collega Paolo Borrometi, “reo” di aver portato alla luce, attraverso documentate e puntuali inchieste giornalistiche, gli scambi ed i rapporti della criminalità organizzata. Dopo le minacce, le aggressioni e gli attentati alla vita del collega, costretto oggi a vivere sotto scorta, assistiamo ad un crescendo di offese da parte di un iscritto all’Ordine e ingiurie che nulla hanno a che fare con la professione giornalistica. Riscontriamo, in articoli e post degli ultimi giorni, motivazioni e finalità estranee ai principi deontologici di garantire un’informazione corretta, improntata su una leale chiarezza espositiva e caratterizzata da un’esposizione in forma civile. Ci permettiamo di ricordare come, in nessun caso, l’aggressione verbale sia contemplata quale prassi giornalistica, né se diretta nei confronti di una persona, né qualora prenda in considerazione familiari. Una prassi del genere è piuttosto da attribuire ad un altro modo di ragionare, che nulla condivide con la nostra professione. Ci auguriamo che l’Ordine nazionale dei giornalisti prenda una posizione netta nei confronti dei responsabili. Facciamo nostro l’appello che il collega Paolo Borrometi si è trovato più volte a lanciare: non rimaniamo indifferenti di fronte a intimidazioni, attacchi e aggressioni che, prendendo di mira un collega per il proprio impegno, colpiscono tutti noi. Questa lotta – che è la lotta per la difesa dell’informazione libera – ci riguarda tutti!

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Articolo 21 SINDACATO

#ControCorrente: impegno per la salvaguardia dell’Inpgi

Si è riunito per la prima volta il coordinamento di #ControCorrente, la casa dei giornalisti che intendono contribuire in modo positivo e concreto a un reale rinnovamento della professione, per far sì che il mondo dell’informazione sia strumento al servizio della democrazia nel rispetto dei valori della nostra Costituzione.

La difesa della libertà di informazione si pratica attraverso misure concrete di difesa del pluralismo, di contrasto alle querele temerarie, di vigilanza per sventare violenze e intimidazioni nei confronti di chi fa cronaca, ma anche con il rispetto della dignità del lavoro e la salvaguardia degli istituti di categoria creati e sostenuti grazie alla lungimiranza e al sacrificio di generazioni di giornalisti. #ControCorrente vuole essere punto di riferimento per chi ha a cuore l’affermazione di un progetto di riforma che, nel rispetto dei valori, sappia dare riconoscimento e dignità anche alle nuove forme attraverso cui oggi si sviluppa il giornalismo.

Il coordinamento di #ControCorrente ritiene necessaria una strategia unitaria di tutti gli enti di categoria per affrontare positivamente le emergenze che affliggono il mondo del giornalismo: dal futuro dell’Inpgi, alla riforma della professione, dalla piaga delle querele bavaglio agli interventi a sostegno del pluralismo dell’informazione. Per questo è indispensabile un gioco di squadra che non può essere pregiudicato da inopportune invasioni di campo. A ciascuno compete far fronte alle emergenze con senso di responsabilità. #ControCorrente ha il dovere di impegnarsi per continuare a garantire un gruppo dirigente saldo e responsabile alla guida dell’Inpgi, condizione fondamentale per poter assicurare la salvaguardia dell’istituto stesso.

Il coordinamento si sforzerà di dare sostanza e continuità a questo impegno e per questo convocherà nelle prossime settimane un’assemblea nazionale nella quale raccogliere idee e proposte e rilanciare il dibattito sul futuro del giornalismo a partire dalle idee e dai programmi di #ControCorrente.

(Fonte: Assostampa regionali)

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Formazione GRUPPI SINDACATO

Contrasto alla disinformazione, firmato protocollo tra FNSI e Università di Padova

L’alleanza fra l’Università di Padova, la seconda più antica d’Italia, e la Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, da oggi è realtà. Il magnifico rettore Rosario Rizzuto e il segretario generale Raffaele Lorusso hanno firmato, nella storica sede del Bo, il protocollo che dà avvio all’impegno condiviso di mettere in pratica un percorso formativo multidisciplinare per contrastare la disinformazione e le fake news. Come? Fornendo strumenti pratici a giornalisti e studenti, quindi ai cittadini, per costruire un pensiero critico che è la base sia per un buon giornalismo che per una cittadinanza consapevole, la quale può e deve pretendere di essere informata correttamente.

«Siamo l’università della libertà, assunto declinato anche nel nostro motto Universis Patavina Libertas – ha detto il professor Rizzuto – e per questo tesa sempre più ad aprirsi alla società in un’ottica di sostenibilità soprattutto culturale e di inclusione sociale per garantire a tutti il diritto allo studio, all’istruzione e di conseguenza all’informazione sancito dalla Costituzione. La stampa si prende il medesimo impegno e questo non può che farci piacere. La condivisione dei temi è sempre una crescita. Perché, come ricordo sempre, l’università deve essere ambiziosa ma non presuntuosa».

Parole sposate appieno anche da Lorusso, che ha ringraziato il Sindacato giornalisti Veneto per avere aperto la strada che ha condotto a questo accordo pilota in Italia e la stessa Università per la disponibilità da subito dimostrata. «Il laboratorio contro le fake news sarà strumento per arginare la deriva imposta dalla falsa credenza che l’iperconnettività possa fare a meno delle competenze,  quelle del giornalista, quelle del medico, quelle del docente, quelle dell’avvocato. Così si distrugge – ha sottolineato ancora Lorusso – il contesto democratico e la società solidale. L’uso distorto degli algoritmi che crea comunità chiuse e che crescono in un contesto autoreferenziale spesso su e con notizie false, alimenta il pregiudizio, l’odio, il rifiuto del confronto con chi la pensa in maniera diversa da te. Per questo è fondamentale insegnare a giornalisti e cittadini i meccanismi con cui le fake news si producono, si diffondono, attecchiscono. Riportare al centro l’articolo 21 della Costituzione non è solo tutelare la libertà di espressione ma anche dare seguito agli articoli 2 e 3 della stessa Carta: i diritti individuali e la pari dignità sociale».

La professoressa Laura Nota, delegata del rettore in materia di inclusione e disabilità, che si è spesa fin da subito per dare concretezza al progetto, ha ribadito l’importanza e la responsabilità di formare una coscienza critica: «Con questo protocollo, frutto del lavoro di molte persone, dentro e fuori l’Ateneo, si leva una nuova voce che coniuga la conoscenza scientifica e quella esperienziale.  Le azioni formative che verranno proposte saranno diverse, dal corso di Alta formazione con laboratori multidisciplinari, ai seminari».

«Questo è solo l’inizio, abbiamo raccolto la sfida ambiziosa, ora inizia la parte più difficile e anche più avvincente che sta nel coinvolgere gli attori principali cui ci rivolgiamo, appunto i giornalisti, ma anche i docenti che mettono a confronto le rispettive competenze-esperienze per una ricaduta concreta nella pratica quotidiana», ha concluso Monica Andolfatto, segretaria regionale di Sgv, che ha ricordato il contributo prezioso e sostanziale dato dai colleghi Enrico Ferri, Roberto Reale, Massimo Zennaro, con il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti.

Fonte: Fnsi; Sindacato dei giornalisti del Veneto)

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Articolo 21 Giornalisti minacciati GRUPPI

Borrometi a Trento Smart City: ‘Il giornalista ha il dovere di non perdere la bussola’

  • di Roberto Rinaldi

Trento Smart City Week 2019,  nei giorni di un’estate tardiva, è arrivato come ospite della manifestazione dedicata ai “cittadini al tempo del digitale” Paolo Borrometi giornalista e presidente dell’Associazione Articolo 21, invitato a parlare di un tema attuale e controverso come la “digitalizzazione dell’informazione: rischi, opportunità, prospettive”, intervistato da Alberto Faustini direttore del quotidiano L’Adige di Trento presentato al pubblico del villaggio digitale in Piazza Duomo come un «buon simbolo di un certo modo di fare giornalismo che ha la necessità però di protezione. Paolo subisce per questo una vita complicata (vive con una scorta fissa) è oggi sabato 21 settembre vogliamo anche ricordare che sono trascorsi 29 anni dall’assassinio di Rosario Livatino che avrebbe compiuto 38 anni pochi giorno dopo la sua morte e definito impropriamente da Cossiga “giudice ragazzino”. Come è doveroso ricordare Giancarlo Siani ucciso prima ancora di essere stato iscritto all’Ordine dei Giornalisti, assassinato per il suo impegno nello scrivere i fatti di cronaca. Il valore della testimonianza è fondamentale per tutti noi».

«Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine –  ha proseguito Borrometi – e noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe. Giornate come questa (la programmazione di Trento Smart City 16-22 settembre comprendeva molti appuntamenti dedicati ad argomenti e linguaggi del digitale, ndr) sono patrimonio di ognuno di noi e dobbiamo sempre ricordare chi ha fatto una cosa giusta e a difesa della Costituzione italiana e dei suoi valori. Dimentichiamo troppo spesso le vittime che hanno perso la vita per difenderla. Penso a Bruno Vespa che invita nel suo programma il figlio di Totò Rina e lo fa parlare ma il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” , ma in questo caso non ravvedo la legittimità di invitarlo a Porta a Porta. Il diritto di essere informati passa dal ricordo e dalle testimonianze vive di chi non c’è più».

L’informazione al tempo dei social è viziata da molte notizie false e strumentalizzate ma «il giornalista ha sempre il dovere di non perdere la bussola del suo e nostro impegno»  – ha proseguito Borrometi che oggi è partito per gli Stati Uniti dove li verrà consegnato un premio. Si parlato anche del tema delle mafie e della condizione personale in cui è sottoposto a molte limitazioni della sua libertà. «Il problema della mafia è scomparso dall’agenda politica da molto tempo e non solo ora ma anche durante la gestione da parte degli ultimi governi che hanno preceduto quello attuale. Spesso siamo ignari e silenziosi facendo il gioco di chi opera nell’illegalità. Ci ricordiamo delle mafie solo quando sparano. Si pensa che siano scomparse ma le mafie continuano a fare i propri interessi sparando molto meno. Fanno affari nella vita di ognuno di noi e non possiamo girarci dall’altra parte. Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche. Anche in Trentino (le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio di denaro in Trentino-Alto Adige sono state 621 e di queste 177 evidenziate come operazioni di riciclaggio legate alla criminalità mafosa. Fonte Libera, ndr)».

Faustini ha poi chiesto come vive la questione dei social dove viene insultato e minacciato: «sei molto presente sui social ma li subisci anche per i commenti che ricevi».

«I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi. Noi non dobbiamo scrivere per compiacere qualcuno. Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo».  Il direttore dell’Adige ha ricordato le inchieste pubblicate in Rete da Borrometi dove però arrivano anche messaggi intimidatori e il rapporto con il mondo digitale diventa controverso. «Io ho scoperto obtorto collo il giornalismo on line quando mi viene impedito di scrivere sul giornale cartaceo con cui collaboravo visto che il direttore negava la presenza della mafia – ha spiegato Borrometi – e in questo modo ho scoperto la Rete. Ho deciso così di fondare il sito la spia.it insieme ad altri colleghi. La Rete è una grande potenzialità per tutti, anche per noi giornalisti, ma rappresenta pure un pericolo. Antonio Megalizzi (erano presenti anche i genitori e la sua fidanzata Luana Moresco, oltre al segretario del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige – Südtirol, Rocco Cerone e Lorenzo Basso vice segretario e membri di giunta della FNSI, ndr) sapeva contrastare le fake news rispondendo sempre sui social a chi le diffondeva. Si confrontava con chi usava il linguaggio dell’odio. Dobbiamo recuperare la credibilità anche nella nostra professione e mi spiace dire come l’Ordine dei Giornalisti abbia “dormito” su certi fatti gravi accaduti – citando anche i casi di Vittorio Feltri di Libero e Fabio Sanfilippo caporedattore Rai radio 1 – dimostrando nessun segno di vitalità. Non capisco se facendo così si tuteli Feltri o si tuteli chi viene offeso. Il giornalismo digitale oggi ha un’enorme importanza e dobbiamo verificare sempre la fonte delle notizie quando, al contrario, leggo fake news diffuse da “presunti” giornali on line». Un problema deontologico della categoria spesso eluso a dimostrazione che la cultura dell’informazione debba essere monitorata anche in chi scrive e pubblica. «È accaduto in passato di dare una notizia all’Agenzia giornalistica italiana 13 minuti prima che l’avesse l’Ansa, e questo lasso di tempo è fondamentale, ma se arrivi prima degli altri e sbagli a informare con una notizia non accertata prima, commettiamo un’errore deontologico grave. La giusta velocità va coniugata con il rispetto della notizia corretta. Quelle più lette on line sono i resoconti degli incidenti stradali ma va fatta la verifica della fonte. Mentre Paolo Borrometi rispondeva alle domande di Alberto Faustini un’artista di talento disegnava le parole chiave del dibattito corredate da simboli e fumetti: Sara Seravalle fa parte di Visual Stories di Milano e Roma ed è stata incaricata dal Comune di Trento e Provincia Autonoma di seguire con i pennarelli tutti gli eventi.