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Inpgi stanzia 42 milioni di euro per i giornalisti autonomi

Al fine di ampliare ed estendere il perimetro degli iscritti beneficiari di misure economiche compensative dello stato di difficoltà determinato dall’emergenza in atto, con specifico riferimento a coloro che svolgono la professione in forma autonoma, oggi il Comitato amministratore dell’istituto Inpgi ha adottato un primo pacchetto di provvedimenti che consentono di offrire, in via straordinaria, un articolato sistema di tutele che incidono sui temi della genitorialità, della salvaguardia della liquidità, del sostegno al reddito e dell’accesso al credito.

«Le iniziative adottate – ha spiegato la Presidente Marina Macelloni – costituiscono un insieme di misure che integrano i provvedimenti già adottati dal Governo e quelli che lo saranno in seguito, incidendo su diversi aspetti e mirano, quindi, a offrire – in un’ottica solidaristica – un quadro di tutele quanto più ampio possibile e comportano, sul piano finanziario, un impegno non banale, quantificabile in circa 42 milioni di euro. Naturalmente nelle prossime settimane valuteremo eventuali ulteriori misure che possano rispondere alle esigenze dei colleghi in difficolta».

Sono state introdotte le seguenti iniziative:

CONGEDI PARENTALI

E’ stata estesa anche in favore dei giornalisti iscritti alla Gestione separata la facoltà – già prevista dall’esecutivo per i lavoratori autonomi iscritti presso la Gestione separata dell’INPS – di usufruire di un numero di giornate di permesso per congedo parentale, fino ad un massimo di 15, per le quali è prevista l’erogazione di una indennità economica. Il beneficio è riservato agli iscritti con figli fino a 12 anni ovvero anche di età superiore, se disabili. Il provvedimento acquisirà efficacia operativa non appena interverrà la relativa approvazione ad opera dei Ministeri vigilanti.

DIFFERIRE IL PAGAMENTO DEL CONTRIBUTO MINIMO 2020 E DEI CONTRIBUTI A SALDO SUI REDDITI 2019

Al fine di preservare la situazione di liquidità degli iscritti, è stata prevista la facoltà – per i colleghi che nell’anno 2019 abbiano conseguito un reddito esclusivamente da lavoro autonomo non superiore a 30 mila euro – di effettuare il pagamento del contributo minimo 2020 anche successivamente alla scadenza del 31 luglio 2020 e fino alla scadenza del saldo, prevista per il 31 ottobre 2021, senza applicazione di sanzioni e avvalendosi, ove richiesto, di una rateazione semestrale. Inoltre, sempre in favore della medesima categoria di colleghi, il pagamento del contributo a saldo sui redditi 2019, la cui scadenza è prevista per il 31 ottobre 2020, potrà essere effettuato in modalità rateale, senza aggravio di interessi, fino a un massimo di 12 mesi.

La misura sarà efficace subito dopo la relativa approvazione da parte dei Ministeri vigilanti.

INDENNITA’ ECONOMICA PER CONTRAZIONE DELL’ATTIVITA’

Tra le conseguenze più evidenti della situazione di emergenza vi è la sospensione di una serie di attivtà sociali, culturali e sportive, che hanno determinato il venir meno di una serie di incarichi da parte dei colleghi che operano nei rispettivi settori interessati. Fermo restando che, sul piano generale, il Governo ha previsto una misura di sostegno all’attività dei lavoratori autonomi con un indennizzo economico (600 euro una tantum) a beneficio dei soli iscritti alle gestioni autonomi INPS, mentre è stata demandata ad un successivo decreto ministeriale l’eventuale adozione di incentivi economici per il resto dei lavoratori autonomi (inclusi quelli iscritti agli enti e casse previdenziali dei professionisti) costituendo a tal fine un fondo dotato di uno stanziamento di 300 milioni.

Il Comitato amministratore dell’Inpgi ha comunque previsto l’erogazione di un assegno una tantum, dell’importo pari a 500 euro, in favore dei colleghi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata dell’Istituto che, nell’ultimo triennio, abbiano conseguito un reddito compreso tra 2.100 euro e 30.000 euro e che abbiano registrato, nel trimestre marzo-maggio 2020, un calo dei compensi di almeno il 33% rispetto a quelli conseguiti nell’ultimo trimestre (ottobre – dicembre) del 2019.
La misura trova la propria copertura finanziaria nei residui dello stanziamento per l’attuazione del programma di assistenza sanitaria integrativa avviato in collaborazione con la CASAGIT e, pertanto, l’accesso all’indennità è riservato ai colleghi che non abbiano già usufruito di detto vantaggio.

Qui è possibile scaricare il modulo “richiesta indennita 500 euro emergenza coronavirus”

SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO DELLE RATE DEI PRESTITI E ACCESSO AGEVOLATO AL CREDITO

Per non penalizzare la situazione di liquidità derivante dalla contrazione dell’attività professionale, i colleghi che hanno in corso un piano di rateizzo per il rimborso di un finanziamento erogato dalla gestione separata dell’Istituto potranno, autocertificando la situazione di difficoltà conseguente all’emergenza sanitaria in atto, ottenere la sospensione, fino ad un massimo di12 mesi e senza sgravio di interessi, del pagamento delle rate dovute.

Inoltre, gli iscritti alla gestione separata che, a causa dell’emergenza, abbiano visto ridotti i propri compensi nel trimestre marzo-maggio 2020 in misura almeno pari al 33% rispetto ai compensi percepiti nel trimestre ottobre-dicembre 2019, potranno richiedere un prestito, a tasso zero, con piano di rateizzo della durata fino a 36 mesi, per un importo variabile in funzione dell’entità della riduzione del volume dei compensi e dell’anzianità contributiva presso la predetta Gestione previdenziale, in un range comunque compreso tra 2.000 euro e 25.000 euro.

Qui è scaricabile il modulo richiesta sospensione pagamento rate prestito GS

Qui è scaricabile il modulo per la domanda prestito solidale GS

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Elezioni INPGI: #ControCorrente con 38 consiglieri

Inpgi, avanti #Controcorrente. All’Inpgi vince la linea dell’autonomia e dell’indipendenza Con 38 consiglieri su 60 nel consiglio generale, 2 sindaci su 3 per la gestione principale, 3 rappresentanti su 5 per la gestione separata e anche il sindaco della gestione separata, #ControCorrente vince le elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Inpgi. Una vittoria piena, senza sbavature, a tutto campo che conferma innanzitutto il progetto di #ControCorrente a livello nazionale e della linea che ha largamente prevalso al congresso della FNSI di Levico. Vincono l’onestà, il coraggio della verità, la chiarezza e la responsabilità nei confronti dei colleghi. Che in questo voto hanno detto la loro: vogliono un Inpgi autonomo e indipendente. Con buona pace delle fake news che in questi mesi hanno ammorbato la campagna elettorale.

#ControCorrente ha ottenuto risultati eccezionali ovunque, nelle regioni e nei collegi nazionali. Elegge 5 pensionati su 10; a Roma prende 6 consiglieri attivi su 11; a Milano, insieme agli alleati di sempre, 8 consiglieri su 12. Per non parlare degli splendidi risultati nelle situazioni non scontate come in Campania, Toscana e Sicilia.

Ha pagato la linea della fermezza: nessuna alleanza preventiva. Stringere patti prima del voto sarebbe stato un messaggio sbagliato perché avrebbe dato credito e visibilità a chi nelle urne si è dimostrato di poca consistenza e millanta una forza che non ha mai avuto. Ora guardiamo al futuro dell’Inpgi con la presidenza di Marina Macelloni e avanti insieme, con questo spirito e con questa forza, per dare al giornalismo italiano prospettive e visione in tutti gli enti di categoria. Perché se c’è una cosa che queste elezioni hanno dimostrato è che, come abbiamo sempre detto, #nonsiamotuttiuguali.

Grazie a Marina Macelloni, al segretario e al presidente della FNSI Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti per l’impegno in campagna elettorale, grazie ai segretari delle associazioni regionali che si sono battuti fino all’ultimo voto (anche quando le scorrettezze degli altri sono state forti). Grazie a tutti i candidati, in particolare a coloro che non ce l’hanno fatta. E grazie ad ogni singolo collega che ci ha votato, ci ha dato fiducia e crede che l’Inpgi debba restare dei giornalisti italiani.

Grazie

Alessandra Costante Coordinatrice nazionale di #ControCorrente

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Elezioni Inpgi, sabato e domenica si vota al Sindacato TAA

Si è chiuso alle 22 di mercoledì 12 febbraio il voto telematico per il rinnovo degli organi di amministrazione e controllo della Gestione principale e della Gestione separata dell’Inpgi. Dalle rilevazioni effettuate dall’ufficio elettorale centrale dell’Ente, risultano aver votato via web 8.685 giornalisti, pari al 16,78% dei 51.751 aventi diritto.

Nel dettaglio, hanno votato: per i rappresentanti attivi al Consiglio generale 5.102 giornalisti (20,68%); per i rappresentanti pensionati al Consiglio generale 2.061 giornalisti (28,20%); per i rappresentanti degli attivi e dei pensionati nel Collegio sindacale 6.827 giornalisti (21,34%); per i rappresentanti al Comitato amministratore della Gestione separata 4.505 giornalisti (13,39%); per il rappresentante al Collegio sindacale della Gestione separata 4.450 (13,22%).

Nei tre giorni di voto online, fanno sapere dall’Inpgi, sono state gestite dagli uffici di via Nizza circa 5mila richieste di assistenza e di rilascio delle credenziali di accesso. 

In Trentino Alto Adige tutte le percentuali sono sulla media nazionale. Nella nostra regione hanno votato  per i rappresentanti attivi al Consiglio generale 101 giornalisti (16,45%); per i rappresentanti al Comitato amministratore della Gestione separata 76 giornalisti (10,19%).

Le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali proseguono sabato 15 e domenica 16 febbraio 2020. In Trentino Alto Adige si vota a Bolzano presso la sede del Sindacato, in via dei Vanga 22.

Le urne resteranno aperte ininterrottamente dalle 10 alle 20. Per votare occorre un documento di identità valido e i certificati elettorali inviati a gennaio dall’Inpgi via pec o tramite raccomandata. Chi risulti sprovvisto del certificato elettorale potrà chiedere al seggio il duplicato, previa esibizione di un documento personale.

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Inpgi, Lorusso: ‘Bene l’avvio del tavolo. Smentite chiacchiere, livori e false notizie’

«La partita è appena iniziata e andrà giocata fino in fondo, sostenendo le ragioni della difesa della professione, dell’autonomia dei suoi enti e della dignità del lavoro», rileva il segretario Fnsi, che rivendica: «Premiata anche l’azione e la mobilitazione del sindacato, in tutte le sue articolazioni».

«L’avvio del confronto in sede governativa sulla messa in sicurezza dell’Inpgi è un passaggio importante, che mette a tacere quanti, anche all’interno della categoria, hanno lavorato per mesi, e continuano a farlo, per la chiusura dell’Istituto». Lo afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.

«Il fatto che a presiedere il tavolo tecnico sia il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – osserva Lorusso – dimostra la serietà del confronto e conferma la volontà del governo di affrontare la questione. Il tavolo tecnico sull’Inpgi, che si affianca a quelli avviati da poco su equo compenso e riforma del settore e lavoro, premia anche l’azione e la mobilitazione del sindacato dei giornalisti, in tutte le sue articolazioni. La partita è appena iniziata e andrà giocata fino in fondo, sostenendo le ragioni della difesa della professione, dell’autonomia dei suoi enti e della dignità del lavoro. Conteranno gli atti e su questo bisognerà incalzare governo e controparti. Il gruppo dirigente della Fnsi continuerà a lavorare, lasciando ad altri chiacchiere da web, livori e fake news».

Fonte: FNSI

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Inpgi 2, più tutele per freelance e cococo, Chiarini: ‘Una riforma senza precedenti’

Giornalisti free lance e cococo: copertura sanitaria Casagit senza costi per i redditi medio-bassi, riconoscimento della maternità a rischio, ritocco delle aliquote contributive per innalzare le pensioni future; inoltre per i co.co.co, disoccupazione, copertura infortuni professionali, raddoppio della durata del congedo parentale. Sono le principali novità contenute nella riforma della Gestione separata Inpgi2 in vigore da inizio anno.

“Passi avanti tangibili, frutto collettivo di un impegno concreto e tenace – commenta Nicola Chiarini, componente del comitato amministratore Inpgi2 e responsabile lavoro autonomo del Sindacato giornalisti del Veneto (Sgv) – e che mettono in pratica opportunità di welfare, che in origine sono state rivendicazioni dei coordinamenti dei giornalisti atipici, freelance, precari come Refusi in Veneto”.

Nel dettaglio, ecco le nuove prestazioni:

Casagit gratuita: l’adesione alla copertura sanitaria è aperta fino al 31 gennaio e possono aderire freelance e co.co.co in regola con i contributi che, iscritti in via esclusiva alla gestione separata, abbiano maturato nel triennio 2015/2017 un reddito annuo medio tra i 2.100 e i 30.000 euro. Il profilo garantisce importanti concorsi spese per prestazioni mediche frequenti come visite specialistiche, cure odontoiatriche, accertamenti clinici, pacchetti prevenzione, diarie giornaliere per ricoveri o interventi chirurgici e un assegno vitalizio in caso di non autosufficienza (riepilogo al link https://w-in.casagit.it/).

Maternità a rischio: il riconoscimento della maternità a rischio comporta, in caso di necessità comprovata dal medico, l’estensione di un mese della copertura, normalmente fissata in cinque mesi (di norma, due mesi prima e tre mesi dopo il parto).

Per i co.co.co si aggiunge il rafforzamento del congedo parentale, prolungato da tre a sei mesi e fruibile fino al terzo anno di vita del bambino e, non più, solo nel primo. Altra novità importante per i co.co.co è la disoccupazione che, in caso di perdita involontaria del rapporto di lavoro, assicura fino a sei mesi di assegno, calcolato sul 75% del reddito medio mensile di riferimento con massimale di 1.328,76 euro mensili. Sempre per i co.co.co, con contratto avente retribuzione annua non inferiore ai 3.000 euro lordi, è assicurato l’indennizzo degli infortuni sul lavoro, compresi ictus e infarto del miocardio con copertura dell’invalidità eventuale ed estensione, in caso di decesso del giornalista, ai familiari.

Per assicurare la sostenibilità economica delle coperture è stato deciso un ritocco delle aliquote, proporzionato ai redditi in modo che chi più ha, sostenga con un meccanismo solidale chi ha meno. Per i co.co.co il maggior contributo è versato direttamente dall’azienda, mentre per i lavoratori autonomi “puri” la rivalsa da richiedere in fattura o ricevuta al committente sale dal 2% al 4%, sostenendo da un lato il montante pensionistico individuale, dall’altro gli interventi collettivi di welfare. Il contributo diretto del professionista non parasubordinato, che va a incrementare la pensione futura, passa, inoltre, dal 10% al 12% del reddito fino ai 24.000 euro lordi annui, quota che sale al 14% per l’eccedenza sopra tale soglia.

Modifiche, infine, anche per quel che riguarda gli adempimenti contributivi, sempre per gli autonomi “puri”: anticipata al 31 luglio la scadenza del versamento del contributo minimo in acconto per l’anno in corso e posticipata al 30 settembre la comunicazione reddituale alla gestione separata, mentre resta invariato il termine di scadenza dell’eventuale contributo a saldo, fissato al 31 ottobre. A questo link è consultabile un riepilogo in slide del complesso della riforma.

Fonte: Sindacato dei giornalisti del Veneto

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Conte: ‘Rispettiamo l’autonomia dell’INPGI. Tavolo tecnico da gennaio 2020’.

Durante la tradizionale conferenza stampa annuale, svoltasi a Roma il 28 dicembre a Villa Madama in diretta tv, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato che il governo “non ha inteso commissariare l’Inpgi, ma ha concesso ulteriori sei mesi di tempo (fino al 30 giugno 2020) per rispettarne l’ autonomia”.

Il premier ha poi aggiunto che “il governo è disposto a fare la propria parte, ma anche l’Istituto dovrà fare la sua, nel senso che dobbiamo garantire comunque la stabilità finanziaria. I conti devono essere tenuti in ordine. Da gennaio partirà un tavolo tecnico. Io spero che anche questa vertenza troverà soluzione”.

Il giornalismo ha spiegato Conte è “fondamentale per il funzionamento della democrazia”. In particolare, ha aggiunto, “la norma appena introdotta che prevede la possibilità di inserire nelle redazioni profili non giornalistici non è uno schiaffo alla professione giornalistica che il governo rispetta, ma avviene nella prospettiva di una riconversione digitale e di un rilancio di un’azienda. Una competenza digitale specifica può essere particolarmente utile. Le aziende non sono obbligate ad assumere, ma possono farlo sulla base di un dialogo con i sindacati. Non è una compressione o uno svilimento della professione giornalistica. Di competenze digitali c’è sempre più bisogno”.

In merito alla difficile situazione che sta attraversando il mondo del giornalismo, Conte ha spiegato che “in un contesto in continua evoluzione bisogna anche porsi in sintonia con l’evoluzione del mercato. È la regola della competizione e vince chi si mostra più innovatore”.

Al termine della conferenza stampa, il premier Giuseppe Conte ha incontrato i rappresentanti di INPGI, Ordine dei Giornalisti, Casagit, FNSI.

(Fonte: INPGI Notizie)

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Inpgi: dai nuovi prepensionamenti attacco alla Cassa ed ai giornalisti

La Presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, ha inviato una lettera ai Ministeri vigilanti, Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri, al presidente della Commissione parlamentare di controllo sugli Enti, Sergio Puglia, e alla Corte dei Conti per segnalare le gravi conseguenze sui conti dell’Istituto delle misure in tema di prepensionamenti inserite nel disegno di legge di Bilancio per il 2020 all’esame del Senato.

La norma proposta stanzia nuovi fondi, a carico del bilancio dello Stato, per finanziare un nuovo ciclo di uscite anticipate per i giornalisti. Le cifre stanziate comporteranno l’uscita dal lavoro di circa 120 giornalisti nel solo 2020 con una perdita di contributi per l’Inpgi di almeno 4,5 milioni all’anno. Non solo. La norma inserita nella legge di stabilità prevede inoltre che a fronte delle uscite, le aziende possano assumere anche soggetti privi di status giornalistico, quindi non assicurabili all’Inpgi, che siano “in possesso di competenze professionali coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio, riconversione digitale e sviluppo aziendale”. In pratica dalle redazioni usciranno giornalisti che saranno sostituiti in parte da non giornalisti: di fatto un attacco alla professione.

E questo mentre il Consiglio di amministrazione dell’Ente è impegnato, come prevede la legge 58/2019 del 30 giugno scorso, a mettere in atto ulteriori misure volte al contenimento della spesa e all’incremento delle entrate in attesa dell’allargamento della platea previsto dalla stessa legge nel 2023.

“Ai nostri interlocutori istituzionali chiedo – ha detto la Presidente Macelloni – come sia possibile per l’Istituto rispettare una legge che chiede di ridurre le spese e aumentare le entrate mentre con un altro provvedimento il Governo impone allo stesso Istituto una ulteriore riduzione di iscritti e di entrate contributive senza neppure il conforto di nuove assunzioni giornalistiche”.

Una simile prospettiva non può che portare un significativo ed estremamente grave peggioramento del saldo di bilancio dell’Ente dagli effetti potenzialmente devastanti sulla tenuta dei conti in funzione della sostenibilità del sistema. “Siamo i primi testimoni della crisi dell’editoria, i cui effetti sono evidenti nei nostri conti da oltre un decennio – ha aggiunto la Presidente – e quindi certo non possiamo negare l’esigenza di una nuova fase di ristrutturazione del settore. Riteniamo però indispensabile che tali misure vengano necessariamente coordinate con il processo di allargamento della platea degli iscritti all’Inpgi in modo da poter rafforzare il flusso finanziario della gestione previdenziale e rendere sostenibili anche gli effetti delle nuove uscite”.

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Inpgi: ok al preventivo 2020, la relazione di Macelloni

Il Consiglio generale dell’Inpgi ha approvato il bilancio preventivo per il 2020. Ecco la relazione della presidente Marina Macelloni.

“I numeri dei bilanci di assestamento 2019 e preventivo 2020 confermano gli andamenti che abbiamo visto negli anni scorsi con un’ulteriore perdita, nel primo semestre di quest’anno, di 400 posti di lavoro. Questa dinamica, ormai riconosciuta da tutti gli attori del sistema, ci ha portato ad ottenere, nel giugno scorso, la legge che ci consentirà di ampliare la nostra platea.

Certo, il percorso va completato ma la soluzione da noi prospettata con forza e discussa nel corso di oltre un anno di incontri con i ministeri e con tutti gli interlocutori istituzionali, è diventata legge dello Stato.
Dal 2023 la nostra platea di iscritti potrà essere allargata ad altre figure professionali che svolgono attività affini e in molti casi sovrapposte alla nostra.
Si tratta di un risultato ottenuto in un momento particolarmente difficile sia per la drammatica crisi del settore dell’editoria, sia per un clima politico non particolarmente favorevole alla nostra categoria. Non ci siamo riusciti per caso o per fortuna. Ci siamo riusciti, con grande fatica, grazie a un lavoro di grande spessore tecnico e culturale che l’intero Consiglio di Amministrazione, insieme alle parti sociali, può rivendicare con orgoglio. E ci siamo riusciti perché non abbiamo chiesto soluzioni a spese della fiscalità generale ma abbiamo portato un progetto moderno di riconoscimento del mondo del lavoro che cambia e delle modalità per intercettarlo.

Siamo stati ascoltati perché siamo un soggetto istituzionale credibile, forte della sua autonomia e della sua capacità di sostenere concretamente centinaia di aziende e migliaia di colleghi travolti dalla crisi del settore. Abbiamo potuto rivendicare tutto quello che abbiamo fatto con grande responsabilità in tre anni e mezzo di mandato. Tutti interventi che forse non hanno avuto sempre il consenso generale e di sicuro hanno comportato sacrifici pesanti per tutti, ma hanno permesso all’Istituto di essere ancora qui, autonomo, con una prospettiva e pronto ad affrontare le sfide del futuro.

Tra gli interventi fatti voglio solo ricordare la riforma che consente già oggi di calmierare la spesa pensionistica; il contributo di solidarietà per il quale ringrazio i colleghi pensionati che hanno capito lo spirito di equità tra generazioni alla base del provvedimento; la definizione di un regolamento investimenti che è diventato modello per le altre casse e la costituzione della Sicav che porta maggiore efficienza alla gestione del patrimonio; la vendita di parte del patrimonio immobiliare sia pure in un momento complicato soprattutto per il mercato immobiliare romano; il nuovo regolamento della gestione separata, appena approvato, che consentirà migliori prestazioni e maggiori tutele ai giornalisti autonomi.

Su tutto una gestione amministrativa corretta che ha permesso di tenere sempre sotto controllo le spese.
Il lavoro non si conclude qui: la norma ci impone entro il 30 giugno prossimo una riflessione su ulteriori misure di contenimento della spesa e di aumento delle entrate e il Consiglio di Amministrazione a questo sta lavorando. Con lo spirito di collaborazione che ci ha portato fino a qui e con un obiettivo condiviso: salvare un Istituto che ha quasi cent’anni di storia e che è stato un pilastro fondamentale della storia delle Istituzioni e del giornalismo di questo paese”.