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PREVIDENZA E SALUTE

INPGI 2: esonero parziale anche per contributo soggetivo per 2020

Termine al 31 ottobre 2021 per il versamento della contribuzione integrativa, di maternità e delle altre somme per le quali non è previsto alcun beneficio

Il Comitato amministratore della Gestione separata, nella riunione del 21 settembre 2021, ha adottato un provvedimento di indirizzo agli Uffici con il quale sono state definitivamente chiarite alcune modalità operative finalizzate all’applicazione dei benefici previsti in tema di esonero parziale del contributo soggettivo dovuto dagli iscritti.

Il provvedimento, che trae origine dalle disposizioni di cui all’art. 1, comma 20, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) – che prevedono l’istituzione di un Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali  per il 2021 dovuti, tra gli altri, anche dai professionisti con cassa previdenziale – è intervenuto a seguito dell’emanazione, lo scorso 28 luglio 2021, di un apposito Decreto interministeriale attuativo e della successiva Nota del Ministero del lavoro del 29 luglio 2021, con i quali sono stati forniti importanti chiarimenti in ordine all’ambito oggettivo di efficacia dell’agevolazione contributiva.

In particolare, fermi restando gli altri requisiti e condizioni per l’ammissione al beneficio (qui riportati in dettaglio) è emerso che l’esonero riguarda le sole somme dovute a titolo di contributo soggettivo con scadenza di versamento entro l’anno 2021 – sia per quanto riguarda, quindi, il contributo soggettivo minimo per l’anno 2021 che di quello dovuto a saldo per il 2020 – con esclusione invece delle somme riferite al contributo integrativo e di maternità.

La norma della legge finanziaria, inoltre, prevede che la misura effettiva del beneficio – che non potrà in ogni caso essere superiore all’importo di 3.000 euro pro-capite – sarà determinata con apposito Decreto Ministeriale, sulla base delle domande complessivamente presentate entro la scadenza del 31 ottobre 2021.

In considerazione di ciò, a rettifica di quanto deciso dall’ente prima dell’emanazione della norma attuativa, il Comitato – ferma restando la scadenza regolamentare del 31 ottobre 2021 per il pagamento della contribuzione a saldo per l’anno 2020 – ha previsto:

  • la facoltà – per gli iscritti che presentino o abbiano presentato l’apposita domanda di esonero contributivo –  di sospendere il versamento della quota di contributo soggettivo a saldo fino al limite complessivo di 3.000 euro, comprensivo dell’eventuale importo non versato a titolo di contributo soggettivo minimo per l’anno 2021;
  • che gli iscritti che si avvalgono della predetta facoltà – nel caso in cui l’importo non versato risultasse successivamente complessivamente superiore a quello effettivamente spettante a titolo di esonero, così come stabilito dall’apposito decreto ministeriale – potranno  versare senza maggiorazioni le somme dovute a conguaglio, a condizione che il pagamento delle stesse venga effettuato entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione del decreto in questione;
  • è stato concesso, infine, agli iscritti che non hanno versato, entro lo scorso 31 luglio, le somme dovute a titolo di contributo minimo integrativo e di maternità per l’anno 2021, di poter procedere al pagamento dei predetti contributi, senza aggravio di maggiorazioni, a condizione che il versamento di quanto dovuto intervenga entro il termine del 31 ottobre 2021.

Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare l’apposita Circolare esplicativa pubblicata dagli Uffici.

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PREVIDENZA E SALUTE

Inpgi2: definite modalità per l’esonero parziale dei contributi

Con la pubblicazione ufficiale del Decreto Ministeriale del 17 maggio 2021, avvenuta lo scorso 28 luglio, sono state definite le modalità operative per la fruizione dell’esonero parziale dei contributi dovuti per l’anno 2021 dai colleghi liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, previsto dall’art.1, commi 20-22 della legge di bilancio per il 2021.

L’esonero, così come specificato con nota del Ministero del Lavoro dello scorso 29 luglio, riguarda le somme dovute a titolo di contributo soggettivo (sia contributo minimo 2021 che saldo 2020) la cui scadenza di pagamento ricada nell’anno 2021. Non sono comprese nell’agevolazione, quindi, le somme da versare a titolo di contributo integrativo e di maternità.

La misura – che rientra tra gli interventi disposti dal Governo per contenere gli effetti negativi, sul piano economico, determinati dalla situazione di emergenza da Covid-19 – è riservata agli iscritti che nell’anno 2019 abbiano conseguito un reddito professionale annuo non superiore a 50.000 euro e che, nel corso dell’anno 2020, abbiano subito una riduzione del fatturato e dei compensi di almeno il 33% rispetto all’importo del 2019.

A prescindere da tale requisito, inoltre, possono beneficiare dell’esonero parziale anche i colleghi che abbiano avviato l’attività nell’anno 2020. Al contrario, sono esclusi dall’esonero tutti coloro che hanno iniziato l’attività nel 2021. Sono, altresì, esclusi dal beneficio tutti coloro che, nell’anno 2021, siano titolari di un trattamento di pensione o che abbiano svolto attività di lavoro dipendente.

Per poter beneficiare dell’esonero parziale, i colleghi in possesso dei requisiti previsti dovranno presentare all’INPGI – a decorrere dalle ore 10:00 del prossimo 23 agosto e fino alle ore 24:00 31 ottobre 2021 – una apposita domanda predisposta su un modulo in formato telematico on line, compilabile esclusivamente accedendo all’ area riservata agli iscritti del sito www.inpgi.it utilizzando le proprie credenziali.

Coloro che non siano in possesso di credenziali attive o che le abbiano dimenticate potranno dotarsi di nuove credenziali seguendo la procedura descritta al seguente link.

Per quanto riguarda la misura dell’esonero parziale – per la quale la legge di Bilancio ha stabilito comunque un tetto massimo individuale di 3.000 euro – l’importo effettivo spettante a ciascun richiedente sarà definito solo a seguito dell’emanazione di un nuovo Decreto ministeriale che suddividerà le risorse stanziate tra tutti gli Enti previdenziali privatizzati dei professionisti, in base alle relative domande presentate. Gli importi definitivi, quindi, saranno riparametrati dal Ministero in misura proporzionale tra tutti i beneficiari e successivamente comunicati dall’Istituto agli aventi diritto.
Pertanto, sia ai fini della fruizione che della quantificazione della misura dell’esonero, non avrà alcuna rilevanza l’ordine di presentazione delle domande, purchè venga rispettato il termine di invio del 31 ottobre 2021.

Una volta che gli uffici avranno esaminato le istanze, l’eventuale rigetto sarà comunicato agli interessati entro il 15 novembre 2021.

(Fonte: InpgiNotizie)

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PREVIDENZA E SALUTE

La Cassazione: chi svolge attività giornalistica deve essere iscritto all’Inpgi

L’iscritto all’Ordine dei giornalisti che svolge attività giornalistica in un ufficio stampa, non importa se di un ente pubblico o di un privato, deve essere iscritto all’Inpgi. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione in una recente sentenza, come riporta il blog a cura dell’Istituto, Inpginotizie.it.

Intervenuta sul ricorso proposto da una Asl che aveva contestato il verbale ispettivo dell’Inpgi con il quale erano stati richiesti contributi previdenziali per due giornalisti dipendenti dell’azienda sanitaria, denunciati ad altro ente, la Suprema Corte ha ribadito, inoltre, che ai fini dell’iscrizione alla Cassa previdenziale non conta il contratto di lavoro applicato, quanto le mansioni effettivamente svolte.

«La Corte – si legge sul InpgiNotizie – dopo aver ricostruito la storia dell’assicurazione previdenziale Inpgi sotto il profilo normativo, giunge alla conclusione che l’attività svolta dagli iscritti all’Albo presso gli uffici stampa non può che essere giornalistica. Con la decisione in questione sono stati enunciati due principi di diritto fondamentali: “deve essere considerata giornalistica l’attività svolta nell’ambito dell’ufficio stampa di cui alla L. 150/2000 per il quale il legislatore ha richiesto il titolo dell’iscrizione all’albo professionale e previsto un’area speciale di contrattazione con la partecipazione delle OO.SS. dei giornalisti”; e “in presenza di svolgimento di attività giornalistica l’iscrizione all’Inpgi ha portata generale a prescindere dalla natura pubblica e privata del datore di lavoro e dal contratto collettivo applicabile al rapporto”».

In particolare, si rimarca ancora da via Nizza, «va sottolineata la valenza del secondo principio, in quanto si riafferma ciò che da anni l’Istituto persegue costantemente con la sua attività amministrativa, ispettiva e legale e cioè assicurare il corretto adempimento contributivo nei confronti dell’Inpgi da parte di qualsiasi datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze giornalisti che svolgono attività giornalistica».

(Fonte: FNSI; Fotografia: Sergio D’Afflitto, CC wikimedia)

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Casagit PREVIDENZA E SALUTE

Casagit: Azzolini scrive al Sindacato dei giornalisti TAA

Riceviamo e riportiamo integralmente una lettera inviata al Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige da Luciano Azzolini, componente del Consiglio di amministrazione di Casagit Salute.

Gentile Segretario
e gentili colleghi,

ho preferito lasciar trascorrere il periodo natalizio, ma ora mi sento in dovere di rubarvi qualche minuto per fornire alcune precisazioni relativamente alla mozione approvata dall’Assemblea dei delegati della Casagit il 15 dicembre scorso e firmata anche dal sottoscritto, in quanto componente del Consiglio di amministrazione della mutua Casagit Salute. Nei giorni successivi, sul sito del Sindacato dei giornalisti del TAA, il Consiglio direttivo ha pubblicato una nota in cui, tra l’altro, esprime “dissenso e preoccupazione”  perché “il provvedimento, qualora fosse approvato, metterebbe a rischio la tenuta degli uffici delle Consulte regionali di Casagit che sono l’unico servizio espresso sul territorio a favore dei colleghi e gli stessi posti di lavoro delle dipendenti”.

Ecco il testo della mozione approvata dall’Assemblea dei Delegati Casagit:

“L’Assemblea, ascoltata l’informativa sul contributo a Fnsi, rilevato come da anni tutti debbano affrontare e accettare sacrifici economici talvolta molto pesanti, fermo restando il contributo alle Associazioni Regionali di Stampa, impegna la Presidenza della Casagit a procedere ad un’ ulteriore trattativa con la Fnsi al fine di concordare con la stessa un importo del contributo alla stessa coerente con l’ attuale situazione dei giornalisti e comunque contenuto nei due/terzi dell’importo attuale, fissando inoltre la scadenza temporale in dodici mesi, in modo da consentire l’eventuale adeguamento annuale”.

La mozione assicura una sostenibilità piena e garantita per le Associazioni regionali (attualmente percepiscono da Casagit un milione e 200mila euro, ammontare che non verrà toccato) al contrario di quanto scritto nella nota del direttivo del sindacato regionale. Non c’è quindi  alcuna penalizzazione delle Associazioni regionali e né alcuna messa in discussione del posto di lavoro delle dipendenti. Si chiede, invece, una riduzione del contributo che Casagit garantisce alla Fnsi. Contributo che ammonta a 637mila euro l’anno. Ciascuno sul contenuto della mozione la può pensare come crede, ciò che, invece, non si può accettare è la strumentalizzazione che ne viene fatta, affermando l’opposto di quanto scritto e approvato dall’Assemblea dei delegati.

La nota del sindacato regionale afferma inoltre che “si dissocia e prende le distanze” dalla mia scelta di votare la mozione. Non voglio fare nessuna polemica. Sono più di 40 anni che sono iscritto al sindacato unitario, da quando Antonio Cembran mi coinvolse nel Cdr dell’Adige, e ho sempre ritenuto di appartenere ad una realtà associativa fondata sul rispetto reciproco, sul dialogo, sul faticoso confronto fra le diverse sensibilità e posizioni con l’obiettivo di includere il più possibile tutti i colleghi. Oggi, almeno per la mia esperienza, devo dire che non è più così. 

Un cordiale saluto e Buon Anno 
Luciano Azzolini

– Leggi anche: Sjg, dissenso e preoccupazione per mozione dell’assemblea Casagit

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Conte: «Garanzia pubblica impossibile per l’Inpgi, lavoriamo per allargare la platea»

Aprendo la tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio tocca alcuni temi che riguardano il presente e il futuro della categoria e ribadisce la disponibilità del governo al confronto. Se l’equo compenso è «una questione molto complicata», per l’Ente di previdenza l’auspicio è che «possa camminare con le proprie gambe».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte conferma la disponibilità del governo a mettere in sicurezza l’Inpgi. Lo fa durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, ribadendo i vincoli di legge e l’impossibilità di qualsiasi sostegno diretto e indiretto ad una Cassa previdenziale privatizzata quale è l’istituto di previdenza dei giornalisti, e dunque l’impossibilità di perseguire l’idea di una ‘garanzia pubblica’ per l’Ente, ma anche auspicando «che si allarghi la base della platea contributiva ai comunicatori e si riesca a costruire un equilibrio finanziario ed economico che – afferma – consenta all’Inpgi di camminare con le gambe proprie. Dobbiamo lavorare insieme».

Introducendo la conferenza stampa, aperta da un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Covid e in solidarietà dei loro familiari, Conte tocca poi alcuni temi di rilievo per la professione, dalle querele bavaglio, all’abolizione del carcere per i cronisti, fino alla definizione dell’equo compenso per i lavoratori autonomi, ribadendo l’apertura dell’esecutivo al confronto e a lavorare con i rappresentanti della categoria.

Se sull’equo compenso il premier esprime la consapevolezza che si tratta di «una questione molto complicata» e che «complici anche le difficoltà dello scenario macroeconomico, purtroppo si sta diffondendo sempre più il precariato», riguardo al carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa «si tratta – rileva – di trovare un punto di equilibrio fra il diritto fondamentale alla manifestazione del pensiero e un grumo di diritti di pari dignità costituzionale».

E ricordando, infine, che su iniziativa della ministra Lamorgese e del sottosegretario Martella è stato riattivato l’Osservatorio del Viminale sulle minacce ai cronisti, tema che «seguiamo con grande attenzione», Conte conclude osservando che sulle querele bavaglio «ci sono varie iniziative parlamentari ed è giusto si trovi una sintesi: il governo è disponibilissimo a dare il suo contributo».

(Fonte: FNSI; foto: governo.it)

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Appello: precariato e sfruttamento, serve dignità del lavoro per salvare l’INPGI. Le prime 750 firme

Le prese di posizione, gli appelli, le misure attorno al salvataggio dell’istituto di previdenza dei giornalisti italiani devono partire da un principio di realtà: oggi due giornalisti su tre in Italia sono precari. Senza contratto regolare, senza tutele e senza diritti. Testate nazionali o editori locali non fa differenza. Carta stampata, Tv, digitale: lo sfruttamento dei collaboratori che oggi reggono la dorsale informativa italiana è dappertutto.

Al default sociale dei giornalisti precari concorre anche la Legge sull’equo compenso, votata dal Parlamento nel 2012 e oggi ancora lettera morta. Nonostante questo, sono spesso precari le giornaliste e i giornalisti che gettano luce sulle periferie di questo Paese, che scrivono dalle zone di camorra e delle mafie senza avere copertura di alcuna natura, e alcuna “pubblica garanzia”. Sono temi da cui attendiamo risposte dal premier Giuseppe Conte, dal Governo, dal Parlamento. Perché la precarietà rende precario lo stesso articolo 21 della Costituzione e nega il principio della “giusta mercede” e del rispetto della dignità della persona.

Qui non si tratta di contrapposizione tra giornalisti, men che meno con dei “mostri sacri” della professione. E rivolgendo l’appello al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, un faro che illumina il rispetto dell’Articolo 21 della Costituzione e la tutela dell’indipendenza del “Quarto potere”, non è nostra intenzione “tirare la giacchetta” – come troppo spesso accade – al presidente.  

Questo è tuttavia un grido di allarme, dolore e speranza. Si tratta di dignità del lavoro. Di dignità del lavoro nella professione giornalistica, in Italia. Quando si parla di giornalisti, di previdenza e quindi di regolarità contributiva (e retributiva) non si può tacere la realtà quotidiana di persone che lavorano 8, 10 ore al giorno con la prospettiva del 31/12, tutti gli anni, da dieci anni. E questo accade a collaboratori, cococo, false partite Iva che puntualmente vengono condotte nell’alveo del lavoro dipendente ogni volta

Questo lavoro spesso è portato avanti da persone senza un contratto stabile, senza diritti né tutele. Un alveo che, dati alla mano, non è marginale nell’economia dell’Ente di previdenza e che non si può definire in altro modo che “sfruttamento”. Precariato e sfruttamento stanno affossando l’Inpgi, e anche “la qualità della democrazia” in Italia, come sostiene Agcom nel Secondo Osservatorio sul giornalismo.

Questo appello, nato dal basso da una serie di giornaliste e giornalisti precari, in una notte – una notte – ha raccolto oltre 750 firme. Segno che non siamo soli. Segno che dobbiamo continuare a lottare per la dignità delle persone e del lavoro, per la salvaguardia e l’indipendenza della professione, e quindi di Inpgi. Segno che, oggi più che mai, nessuno si salva da solo.

L’APPELLO: Precariato e sfruttamento: dignità del lavoro per salvare Inpgi

Difendere il lavoro per salvare la professione giornalistica. Contrastare il precariato per dare maggiore solidità all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Sono gli obiettivi che si prefigge il Comitato “Dignità delle persone, dignità del lavoro”, promosso da un gruppo di giornalisti precari con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di dare un futuro di diritti e di certezze a migliaia di giornalisti costretti a lavorare senza alcun riconoscimento e con retribuzioni vergognose.

Il nostro appello è rivolto innanzitutto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché dall’alto del suo magistero richiami il Governo e il Parlamento a rivolgere l’attenzione, con l’adozione di provvedimenti mirati.

Comprendiamo l’appello al Capo dello Stato sottoscritto da illustri colleghi in pensione e alcuni direttori per salvaguardare l’autonomia e la sostenibilità dell’Inpgi. Oltre che preoccupazione, dai sottoscrittori di quella petizione ci saremmo aspettati, però, coerenza e un po’ di autocritica. Fra loro, infatti, ci sono giornalisti pensionati che continuano a lavorare senza versare i contributi alla gestione principale dell’Inpgi. Da questo punto di vista, stupisce che chi continua a esercitare la professione, proclamandosi giornalista quando porta in tv esponenti di clan della malavita e artista quando si tratta di pagare i contributi, si preoccupi adesso della situazione dell’Inpgi. Lo stesso discorso vale per i direttori di importanti testate, che utilizzano quotidianamente giornalisti precari, senza porsi il problema dell’esiguità delle retribuzioni e della sostanziale assenza di diritti.

Riteniamo che non ci possa essere previdenza senza lavoro regolare. Per questo ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinché sensibilizzi Parlamento e Governo ad affrontare e risolvere il problema del precariato e dello sfruttamento nel settore dell’informazione.

Seguono firme

Domenico Affinito

Roberto Aiello

Gianmarco Aimi

Andrea Alba

Emilio Albertario

Anna Alberti

Francesca Alibrandi

Claudio Almanzi

Daniela Altimani

Marina Amaduzzi

Chiara Amati

Gioacchino Amato

Silvia Ambrosi

Francesca Ambruosi

Laura Amorosi

Mariateresa Amoruso

Antonio Andreotti

Monica Andolfatto

Gianpaolo Annese

Paolo Animato

Lucia Anselmi

Alessio Antonini

Antonella Ardito

Armando Federico Ascolese

Daniele Astolfi

Lucia Aterini

Gerardo Ausiello

Fabio Azzolini

Andreina Baccaro

Susanna Bagnoli

Ivana Baiunco

Furio Baldassi

Marcella Baldassini

Ida Baldi

Roberta Balzotti

Corrado Barbacini

Fabrizia Barbarisi

Guido Barbato

Giuseppe Gio Barbera

Massimiliano Barberis

Giorgio Barbieri

Sara Barovier

Carlo Bartoli

Marco Bartolini

Marco Baruffi

Stefania Basile

Lorenzo Basso

Maurizio Bekar

Stefano Belfiore

Valeria Bellagamba

Sandro Bennucci

Walter Berghella

Paolo Berizzi

Serena Bersani

Guido Besana

Alessandra Betto

Cristina Bianchi

Giuseppe Bianco

Alessandro Biggi

Matteo Billi

Paola Biondi

Marco Bisiach

Nazzareno Bisogni

Alessio Bocchetti

Gianpaolo Boetti

Tiziana Bolognani

Silvia Bombelli

Donata Bonometti

Giancarlo Borriello

Paolo Borrometi

Annalisa Boschini

Alberto Bragaglia

Rosi Brandi

Marco Brando

Ines Brentan

Chiara Brilli

Valentina Brini

Bruno Brunello

Claudia Brunetto

Viviana Bruschi

Christian Brusamonti

Stefano Buda

Andrea Bulgarelli

Lucio Bussi

Paolo Butturini

Rita Cacciami

Antonio Caiazza

Alessandro Calabrese

Angela Calabrese

Giuseppina Calisti

Mimma Calligaris

Elisabetta Campana

Roberta Campanella

Giada Campus

Riccardo Cannavale

Alessia Cannizzaro

Michela Canova

Rinaldo Cao

Arnaldo Capezzuto

Fabrizio Cappella

Giacomo Capuano

Dora Carapellese

Nicoletta Caraglia

Gabriele Carchella

Francesco Cardella

Chiara Carenini

Antonella Carlin

Daniele Carlon

Agnese Carnevali

Giovanna Carollo

Amalia Carosi

Giorgio Carozzi

Monica Casata

Andrea Casazza

Antonello Cassano

Antonio Castro

Marco Catalani

Maria Cava

Paolo Cavallo

Renato Cavallo

Beppe Ceccato

Patrizia Centi

Ezio Cerasi

Francesco Cerisano

Rocco Cerone

Elena Chemello

Claudio Chiarani

Simona Chiariello

Nicola Chiarini

David Ciaralli

Gisella Cicciò

Giuseppe Cipriani

Luca Cipriano

Delia Cipullo

Paola Cireddu

Linda Cittadini

Carmen Clericuzio

Gabriele Cocchi

Paola Colaprisco

Silvia Collecchia

Rocco Coletti

Luigi Colomba

Paolo Colombatti

Luca Colombo

Gianni Colussi

Roberto Conte

Matteo Contessa

Marco Conti

Coordinamento dei precari di Repubblica

Simona Coppa

Elisa Corsini

Pietro Corvi

Cristina Cosentino

Giacomo Costa

Alessandra Costante

Giuliana Covella

Tiziana Cozzi

Andrea Cremonesi

Danilo Cretara

Antonella Cripta

Massimiliano Crosato

Erika Culiat

Francesco Cutro

Giuseppe Cutro

Sandro Cuzari

Oscar D’Agostino

Paolo Dal Ben

Roberta D’Angelo

Mario D’Argenio

Renato D’Argenio

Benedetta Dalla Rovere

Rosa De Angelis

Monica De Benedetto

Olimpia De Casa

Chiara De Carli

Gerardo De Fabrizio

Annarita De Feo

Cristiano Degano

Matteo Dell’Antico

Erika Dellacasa

Gisella Dellamonaca

Piero Dellecave

Giulio Delfino

Anna Del Freo

Roberta De Maddi

Clementina De Maio

Dario De Martino

Salvatore Del Giudice

Angelo De Nicola

Prospero Dente

Alex De Palo

Veronica Deriu

Felice De Sanctis

Amalia De Simone

Francesca Des Loges

Francesca Detotto

Maurizio Di Biagio

Riccardo Di Blasi

Monica Di Carlo

Monica Di Fabio

Luca Difrancescantonio

Pietro Di Lazzaro

Chiara Di Michele

Gina Di Meo

Marzio Di Mezza

Stefania Di Mitrio

Marco D’Incà

Raffaele Dinoia

Franco Di Parenti

Roberto Di Perna

Laura Di Russo

Daniela Dirceo

Maurizio Di Schino

Lorenzo Dolce

Poljanka Dolhar

Giuliano Doro

Luciana Doronzo

Guido D’Ubaldo

Daniela D’Uffizi

Daniela Ducoli

Luciana Esposito

Salvatore Esposito

Roberto Esse

Silvia Fabbi

Nina Fabrizio

Francesco Facchini

Daniela Faiella

Carla Falcone

Marzio Fatucchi

Elio Felice

Matteo Femia

Adriana Fenzi

Maurizio Ferrari

Andrea Ferro

Erica Ferro

Salvatore Ferro

Paola Fichera

Dario Fidora

Nicola Filipovic

Guido Filippi

Raffaele Fiorella

Enzo Fontanarosa

Guido Fontanelli

Francesca Forleo

Alessandro Foroni

Elisa Forte

Walter Fortini

Maria Giovanna Fossati

Tommaso Fregatti

Doris Fresco

Silvia Gadotti

Lidia Galeazzo

Adele Galetta

Anna Galvani

Silvia Garambois

Silvia Garbarino

Valeria Garbin

Fulvio Gardumi

Giuliano Gargano

Carlo Gattai

Claudio Gelain

Lella Genzale

Luca Geronico

Francesca Ghidini

Mariachiara Giacosa

Emanuela Giampaoli

Sabino Giannattasio

Stefano Giantin

Enrico Giardini

Silvia Gigli

Roberto Ginex

Luca Ginetto

Moreno Gioli

Mauro Giordano
Marco Girella

Francesco Gironi

Gianfranco Giuliani

Silvio Giulietti

Caterina Giusberti

Patrizia Giustarini

Mirella Gobbi

Antonella Gramaglia

Domenico Gramazio

Annalisa Grandi

Marco Grasso

Vincenzo Grasso

Alessandro Grasso Peroni

Carlo Gravina

Cristina Greco

Matteo Guarda

Stefania Guernieri

Massimo Guerra

Giuseppe Guerriero

Caterina Giusberti

Maurizio Gussoni

Massimo Ieppariello

Doriana Imbimbo

Antonella Inciso

Marco Ingino

Stefano Jesurum

Desiree Klain

Giovanni Lanzi

Adele Lapertosa

Davide Lattanzi

Nevio Lavagnoli

Grazia Leone

Roberto Leone

Valentina Leone

Gabriella Leonzi

Graziella Leporati

Paolo Levi

Cristina Liguori

Paola Liloia

Roberta Lisi

Antonella Loi

Francesca Lombardi

Daniele Lo Porto

Angelo Loreto

Sara Lorusso

Emanuele Losapio

Francesco Loscalzo

Antonio Lovascio

Cristiano Lozito

Marina Lucchin

Lucia Lunghini

Giancarlo Macaluso

Matteo Macor

Marco Maffettone

Claudio Mafrici

Aldo Maggioni

Renzo Magosso

Monica Mainardi

Ivano Maiorella

Sandro Maiorella

Pier David Malloni

Giuseppe Mallozzi

Marina Mancini

Alessandra Mancuso

Claudio Mangini

Lorenzo Mansutti

Vera Mantengoli

Luca Mantovani

Paola Manzoni

Federica Marangio

Alessia Marani

Antonella Marano

Rosalia Marcantonio

Matteo Marcello

Massimo Marciano

Alessia Marconi

Achille Marelli

Valentina Maresca

Ermanno Mariani

Claudio Marincola

Emanuele Marinelli

Chiara Marsilli

Alessandro Martegani

Bepi Martellotta

Fabiana Martini

Anna Martino

Giuseppe Marzano

Enzo Massaro

Paolo Mastri

Roberto Mastroianni

Massimo Mastrolonardo

Miriam Mauti

Francesca Mazzola

Salvo Messina

Lucio Michieli

Pino Miglini

Mariangela Milani

Francesca Mineo

Enrico Mirani

Annalisa Misceo

Vera Mocella

Ina Modica

Gianni Molinari

Antonella Monaco

Giovanni Monforte

Alessandra Montalbelti

Paolo Montalto

Ciro Montanari

Alessandra Montemurro

Pietro Montone

Luca Morazzano

Tommaso Moretto

Andrea Morigi

Nicola Morisco

Lorenzo Moroni

Maurizio Moscatelli

Mattia Motta

Sam Mouazin

Olga Mugnaini

Antonella Mulè

Filippo Mulè

Gianluca Murgia

Valentina Murrieri

Carlo Muscatello

Matteo Naccari

Laura Naimoli

Francesca Nardomarino

Grazia Napoli

Roberto Natale

Giancarlo Navach

Giovanni Negri

Cristina Negro

Giorgio Neri

Walter Nerone

Andrea Nicastro

Franco Nicastro

Laura Nicastro

Lucilla Niccolini

Luigi Nicolosi

Giusy Nicosia

Alberto Nigro

Mauro Nucci

Fabio Nuccio

Angelo Oliveto

Pierpaolo Olivo

Sonia Oranges

Vito Orlando

Fabiana Pacella

Gianluca Pacella

Saverio Paffumi

Maurizio Paglialunga

Paolo Pagnanelli

Aldo Palaoro

Pierluigi Palladini

Giancarlo Maria Palombi

Angelo Pangrazio

Roberto Paolo

Elisabetta Paraboschi

Danila Paradiso

Alfonso Parziale

Vittorio Pastanella

Francesca Patanè

Serafino Paternoster

Davide Patitucci

Mara Pedrabissi

Alessandro Pellizzari

Mario Pennella

Patrizia Pennella

Giulio Perotti

Paolo Perucchini

Davide Pesce

Marco Peschiera

Daniela Pesoli

Pier Paolo Petino

Simona Petricciuolo

Angiola Petronio

Adele Piazza

Alfredo Picariello

Amedeo Picariello

Ivana Picariello

Rodolfo Picariello

Giuseppe Picciano

Monica Pietrangeli

Paolo Piffer

Renzo Pincini

Alessandro Pintimalli

Fernanda Pirani

Saimen Piroddi

Gabriella Piroli

Luigi Pisano

Simona Pisoni

Oreste Pivetta

Antonio Pizzo

Nadia Plucani

Gabriele Porro

Antonio Prigiobbo

Antonello Profita

Gabriele Porro

Marco Preve

Cristina Puglisi

Anna Puricella

Nicola Quadrelli

Gianni Quagliarella

Ivan Quiselli

Elisabetta Raffa

Marco Raffa

Alessandro Ragazzo

Roberto Raschiatore

Francesco Rataj

Piero Rauber

Claudio Reale

Roberto Reale

Marika Remondelli

Stefano Renna

Silvia Resta

Valentina Rigano

Alberto Rimedio

Giuseppe Rizzuto

Edmondo Rho

Jacopo Ricca

Federica Riccio

Renato Riccio

Gianluce Rocca

Carlotta Rocci

Maurizio Romanato

Ivo Romano

Paolo Romano

Gianluca Rossellini

Emanuele Rossi

Andrea Rossini

Ruben Rotundo

Mimmo Rubio

Roberta Ruggiero

Carla Ruocco

Sandro Ruotolo

Antonella Russoniello

Andrea Rustichelli

Giorgio Ruta

Luigi Salvati

Massimiliano Salvo

Andrea Sambugaro

Domenico Sammartino

Giorgio Santelli

Enrico Santi

Paolo Sarandrea

Dario Sarnataro

Andrea Sbardellati

Antonella Scambia

Daniela Scano

Katia Scapellato

Claudio Scarinzi

Davide Schiavon

Manuel Scordo

Roberto Secci

Simonetta Selloni

Piergiorgio Severini

Maurizio Severino

Giuseppe Sgambellone

Valentino Sgaramella

Alessandra Sgarbossa

Margherita Siani

Gian Mario Sias

Claudio Silvestri

Alberto Simone

Silvia Sinibaldi

Vassily Sortino

Ilaria Sotis

Paola Spadari
Gianfranco Summo

Fausto Spano

Giovanni Spano

Beppe Spatola

Giovanni Sperandeo

Giusi Spica

Cristoforo Spinella

Renato Spiniello

Giampiero Spirito

Nicola Sposato

Laura Squizzato

Silvia Squizzato

Chiara Spat

Gianfranco Stabile

Marco Staglianò

Giovanni Stefani

Nicola Stella

Ingrid Stratti

Rosella Strianese

Andrea Tagliaferri

Ilario Tancon

Edda Taramasco

Francesco Tartara

Chiara Tenca

Alessandra Testa

Marina Testa

Silvia Tironi

Giulio Todescan

Carmine Tolino

Pietro Trebiciani

Valerio Tripi

Marco Tripisciano

Nello Trocchia

Lorenzo Trombetta

Viviana Trombetta

Francesco Truscia

Roberto Turetta

Davide Uccella

Marco Ursano

Rosangela Urso

Alessandra Vaccari

Roberto Vacchini

Alessio Vallerga

Vincenzo Varagona

Michele Varì

Tony Vece

Marina Verdenelli

Maria Paola Vergallito

Dea Verna

Raffaele Vitali

Massimo Vitalia

Antonio Vuolo

Beppe Vigani

Laura Viggiano

Marco Vignudelli

Lucia Visca

Marco Volpati

Marzia Zamattio

Martina Zambon

Domenico Zappella

Maria Zegarelli

Massimo Zennaro

Marcello Zinola

Alessandro Zorco

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Casagit PREVIDENZA E SALUTE

Sjg, dissenso e preoccupazione per mozione dell’assemblea Casagit

L’ufficio della consulta Casagit di Bolzano è l’unico servizio concreto fornito ai colleghi sul territorio. A garantirlo è la struttura del sindacato che mette a disposizione sede e dipendenti: il tutto per un contributo di circa 40mila euro all’anno, che equivale a poco più di 50 euro all’anno per iscritto alla cassa.

L’assemblea dei delegati di Casagit Salute, lo scorso 15 dicembre, ha approvato una mozione presentata dalla minoranza che impegna la presidenza a ridurre i contributi a FNSI e Assostampa regionali. Soldi che vengono impiegati per assistere i colleghi più fragili e in difficoltà e che vengono dagli stipendi degli stessi giornalisti con il versamento della quota del 3,60, un obbligo contrattuale che dal 1974 per volontà della Fnsi ha gettato le basi per la nascita di Casagit.

Che senso ha questa mozione se non quella di mettere a rischio tutto il sistema di solidarietà e di autonomia costruito negli anni dal sindacato?

«Deve essere chiaro che senza associazioni di stampa regionali non ci sarà più la tutela legale dei colleghi, l’assistenza contrattuale, fiscale, previdenziale. C’è chi pensa di riemergere dopo la sconfitta congressuale bruciando le istituzioni. L’attuale maggioranza in FNSI è forte dell’80% dei consensi espressi al congresso di Levico.

«Il Consiglio direttivo del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige esprime dissenso nei confronti della mozione presentata dal gruppo di minoranza e approvata dall’assemblea dei delegati di Casagit Salute lo scorso 15 dicembre 2020 nella quale si impegna il Presidente Daniele Cerrato a tagliare il contributo annuale alla Fnsi e alle Assostampa regionali.

Il provvedimento, qualora fosse attuato, metterebbe a rischio la tenuta degli uffici delle consulte regionali di Casagit che sono l’unico servizio espresso sul territorio a favore dei colleghi e gli stessi posti di lavoro delle dipendenti».

La Casagit è nata dalla volontà della Fnsi che ha portato all’interno del contratto di lavoro la quota di contribuzione a carico dei lavoratori pari al 3,60%.

La lettura incontrovertibile della mozione concretizza un attacco senza precedenti alla FNSI, socio unico della Casagit e pilastro dell’autonomia e dell’indipendenza della professione.

Fra i promotori della mozione figura Luciano Azzolini, eletto in Trentino Alto Adige e attuale componente della Consulta nonché membro del Cda di Casagit Salute. Il consiglio direttivo del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige si dissocia dalla sua scelta e ne prende le distanze, ribadendo la necessità di tutelare i colleghi giornalisti e di conseguenza i posti di lavoro.

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Ex fissa, confermato anche per il 2020 il pagamento della rata di 3.000 euro

Come previsto dal regolamento in vigore, il Comitato di gestione del Fondo ha stabilito l’erogazione, entro il mese di dicembre, della quota relativa all’anno in corso a tutti i giornalisti che sono in attesa di percepire l’indennità.

Anche quest’anno, il Comitato di gestione del Fondo ex fissa ha stabilito l’erogazione entro il mese di dicembre del rateo di tremila euro lordi, relativo al 2020, così come previsto dal regolamento in vigore, a tutti i giornalisti che sono in attesa di percepire l’indennità ex fissa.

Considerata l’attuale impossibilità per l’Inpgi di erogare alla Fieg altre tranche di finanziamento oneroso, Fnsi ed Editori hanno, inoltre, avviato una verifica per individuare soluzioni che possano accelerare la liquidazione di quanto dovuto ai giornalisti in attesa della prestazione.

Come confermato in più occasioni dalla magistratura in tutti i gradi di giudizio, infatti, non esiste alcuna responsabilità dell’Inpgi nella gestione del Fondo né alcuna rivendicazione può essere promossa nei confronti della Fnsi, in quanto l’obbligo di alimentare il Fondo è esclusivamente in capo agli Editori.

(Fonta: FNSI)

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Lavoro PREVIDENZA E SALUTE

Coronavirus, torna l’autocertificazione. Ecco il modulo per giornalisti

Con il nuovo Dpcm in vigore dal 6 novembre 2020 torna l’autocertificazione per gli spostamenti, da utilizzare in maniera diversa in base alle diverse situazioni regione per regione. In tutta Italia è necessario avere in tasca l’autocertificazione se si esce di casa dalle 22 alle 5, orario in cui è previsto scatti il coprifuoco nazionale. E nelle zone indicate come “arancioni” e “rosse” le limitazioni agli spostamenti – sempre consentiti per “comprovati motivi di lavoro, necessità e salute” – sono ancora più stringenti (riportiamo a questo link l’infografica predisposta dalla presidenza del Consiglio dei ministri con la sintesi delle restrizioni previste dal decreto).

Come già fatto in occasione del lockdown della scorsa primavera, gli uffici della Fnsi hanno predisposto un modulo di autocertificazione dedicato ai giornalisti, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, che hanno necessità di spostarsi dal proprio domicilio per ragioni professionali. Il documento, compilato e firmato, va esibito assieme alla tessera professionale in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Il modulo standard per gli spostamenti rilasciato dal ministero dell’Interno (disponibile a questo link) è comunque in possesso degli operatori di polizia e può essere compilato anche al momento del controllo.

PER APPROFONDIRE
In calce i modelli di autocertificazione per gli spostamenti professionali predisposti dagli uffici della Fnsi tenendo presenti le specifiche esigenze lavorative dei professionisti dell’informazione, siano essi lavoratori autonomi o lavoratori dipendenti.

Autocertificazione per giornalisti autonomi – 5nov2020

Autocertificazione per giornalisti dipendenti – 5nov2020

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Inpgi PREVIDENZA E SALUTE

Inpgi 2 : con il decreto “Agosto”, al via il bonus da 1.000 euro. Già liquidati 9.688 bonus

La pubblicazione del Decreto agosto n. 104 del 14 agosto 2020 – in vigore dal 15 agosto – ha dato il via libera al pagamento del Bonus Covid-19 per il mese di maggio. L’importo – che non concorre a formare base imponibile a fini fiscali – è innalzato a 1.000 euro e viene esteso anche a coloro i quali hanno chiuso la partita IVA entro il 31 maggio 2020.

Sulla base di quanto stabilito nel Decreto, l’erogazione del Bonus avviene su un “doppio binario”:

– erogazione dell’indennità di maggio in automatico, nei confronti di tutti i colleghi che hanno già usufruito dell’analoga indennità riferita al mese di aprile 2020 e che, pertanto, non dovranno presentare alcuna domanda;
– possibilità di presentare domanda per ottenere il Bonus di 1.000 euro ai colleghi che non lo hanno chiesto nei mesi precedenti ovvero coloro i quali hanno cessato l’attività entro il 31 maggio 2020.

Le nuove domande potranno essere presentate entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto cioè dal 15 agosto al 14 settembre 2020.

Possono richiedere l’erogazione coloro che:

– sono iscritti, anche in via non esclusiva, alla Gestione Separata nel 2019 o nel 2020 fino al 23 febbraio;
– hanno conseguito, nell’anno 2018, un reddito professionale non superiore a 35.000 euro o, in alternativa, un reddito professionale compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro avendo percepito, nel trimestre gennaio-marzo 2020 compensi inferiori di almeno il 33% rispetto ai compensi percepiti nel trimestre gennaio-marzo 2019, ovvero hanno cessato la partita IVA nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 maggio 2020. In caso di iscrizione intervenuta nel corso dell’anno 2019 o entro il 23 febbraio 2020, hanno conseguito redditi professionali non superiori ai predetti importi previsti per il 2018;
– non hanno presentato analoga istanza ad altro ente gestore di forme di previdenza obbligatorie;
– non hanno già beneficiato delle indennità previste dagli artt. 19, 20, 21, 22 (CIGS Covid) 27, 28 (Bonus autonomi iscritti alla GS INPS) 29 (lavoratori stagionali del turismo) 30 (lavoratori agricoli) 38 (lavoratori dello spettacolo) e 96 (collaboratori sportivi) del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 e dagli articoli 84, 85 e 98 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 e di non aver usufruito né del reddito di cittadinanza, né del reddito di emergenza, né delle prestazioni previste dall’art. 2 del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, del 30 aprile 2020.

Possono richiedere il bonus anche coloro che, in possesso dei predetti requisiti, hanno in corso un rapporto di lavoro subordinato, purché a tempo determinato, oppure siano titolari di un trattamento di pensione ai superstiti;

Le istanze potranno essere inviate ESCLUSIVAMENTE a mezzo mail, a decorrere dal 15 agosto e fino al 14 settembre 2020, avvalendosi di un apposito modulo, pubblicato sia in fondo a questo articolo che sul sito web dell’Ente www.inpgi.it.

Il modulo – che consiste in un file in formato PDF editabile – deve essere compilato ESCLUSIVAMENTE in modalità elettronica ed inviato a mezzo mail avvalendosi della funzione di spedizione automatica presente nello stesso, unitamente alla copia fronte/retro di un documento di identità.

NB: non saranno in nessun caso presi in considerazione eventuali file stampati e compilati a mano.

(Fonte: Inpgi Notizie)