Salta al contenuto principale

sindacato giornalisti bolzano

Categorie
FREELANCE Lavoro SINDACATO

La Carta di Bolzano sull’intelligenza artificiale ed informazione verrà presentata domani martedì alle 10.30 in Senato.

La Carta di Bolzano sull’intelligenza artificiale ed informazione verrà presentata domani martedì alle 10.30 in Senato (sala Istituto Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72).
Lo comunica una nota del Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige Südtirol.
L’iniziativa è stata promossa dal senatore Pietro Patton del Gruppo per le Autonomie del Senato, che aprirà i lavori.
Interverranno poi il rettore dell’ateneo altoatesino Alex Weissensteiner; l’estensore della guida, il giuslavorista Bruno del Vecchio, legale della Federazione nazionale della stampa italiana e del Sindacato regionale giornalisti.
Concluderà i lavori la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante.
Presentazione che avviene all’indomani della Enciclica Magnifica Humanitas, nella quale Papa Leone XIV ha chiesto una regolamentazione dell’IA con quadri giuridici adeguati, al servizio della persona umana. Monito lanciato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’utilizzo antropocentrico dell’IA al servizio dell’uomo.
Dopo l’enunciazione di principio dell’art. 19 del codice deontologico dell’Ordine nazionale dei giornalisti, la Carta di Bolzano su IA ed informazione è il primo tentativo di delineare linee guida condivise e responsabilità etiche nell’integrazione delle tecnologie intelligenti nelle redazioni giornalistiche e nei media digitali.
Tema che sarà ulteriormente sviluppato nell’ambito di una convenzione quinquennale Università di Bolzano-Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol che sarà ufficializzata l’8 ottobre prossimo a Bolzano.
La manifestazione sarà trasmessa in diretta dalla webtv del Senato.

Categorie
CONTRATTI FREELANCE Lavoro SINDACATO

Governare l’algoritmo per difendere la verità e l’informazione: nasce la Carta di Bolzano [RASSEGNA STAMPA]

L’avanzata dell’intelligenza artificiale non è più una semplice scommessa tecnologica, ma una spinta strutturale che sta ridisegnando i confini dello spazio pubblico, dell’informazione e del rapporto stesso tra cittadini e istituzioni. In questo scenario transizione, si inserisce un appuntamento per il panorama informativo ed editoriale italiano: martedì 16 giugno 2026 alle ore 10:30, presso la sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato, a piazza Capranica 72, Roma, verrà presentata ufficialmente la Carta di Bolzano su IA e informazione.

Questo documento rappresenta il primo sforzo organico volto a delineare linee guida condivise e responsabilità etiche per l’integrazione delle tecnologie intelligenti nelle redazioni giornalistiche e nei media digitali. Frutto del lavoro congiunto di giuristi, economisti, esperti di comunicazione e tecnologi, la Carta si propone di governare l’innovazione senza subirla, salvaguardando la qualità dell’informazione e la tenuta dei principi democratici.

La Carta di Bolzano contro il pregiudizio algoritmico

Al centro della Carta di Bolzano vi è la necessità di disinnescare una delle minacce più subdole della transizione digitale: il pregiudizio algoritmico, i cosiddetti bias.
È fondamentale scardinare il falso mito della neutralità della tecnologia. Gli algoritmi di intelligenza artificiale, in particolare i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e i sistemi predittivi, non operano in un vuoto asettico; essi imparano elaborando moli sterminate di dati storici prodotti dagli esseri umani.

Se quel patrimonio informativo di partenza contiene, in modo esplicito o latente, discriminazioni di genere, stereotipi sociali, asimmetrie geografiche o preferenze ideologiche, per non parlare di informazioni errate, l’algoritmo non farà altro che codificare, amplificare e perpetuare tali distorsioni su una scala infinitamente più ampia, restituendole sotto una veste di finta oggettività matematica.

Il rischio teorico si traduce rapidamente in un danno sistemico per il dibattito pubblico: se un algoritmo seleziona le notizie, gerarchizza i contenuti di un feed o scrive sintesi giornalistiche basandosi su metriche di ingaggio storiche o su data-set polarizzati, esso finirà per soffocare il pluralismoescludere le minoranze e alimentare camere d’eco le cosiddette echo chambers sempre più radicali.
Il pregiudizio dell’algoritmo crea così una realtà deformata, spacciata per oggettiva solo perché calcolata da una macchina.

Dall’Enciclica alla Carta di Bolzano: il filo rosso dell’ecologia comunicativa

Come abbiamo già avuto modo di approfondire su queste pagine di digitalepolare.it nell’analisi della dimensione etica dello sviluppo tecnologico e del magistero sociale della Chiesa dedicato alle encicliche papali, la riflessione spirituale e quella giuridica si muovono sullo stesso binario. Il richiamo della Carta di Bolzano si aggancia idealmente alle intuizioni di Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas (passaggio 137), che invocava una vera e propria “ecologia della comunicazione“: «Il primo compito che abbiamo è quello di non demonizzare né idolatrare gli strumenti, ma di governarli a partire da un punto fermo: la verità è un bene comune e non una proprietà di chi ha potere o visibilità».

Questa visione trova un preciso continuum operativo nei moniti di Papa Prevost, espressamente richiamati all’interno della struttura concettuale della Carta di Bolzano. Al numero 106 dell’Enciclica si legge infatti l’esplicito monito: «Servono quadri giuridici adeguati…», seguito al numero 108 da un principio cardine della sovranità digitale moderna: «… la proprietà dei dati non può essere affidata solo a privati, ma va regolamentata…». La Carta si pone esattamente come la traduzione laica e deontologica di questi imperativi: uno scudo normativo per riaffermare la centralità del professionista umano come custode e garante ultimo della veridicità dell’informazione.

L’impatto sui due pilastri della democrazia: Giornalismo e Pubblica Amministrazione

La carta di Bolzano interviene su due macro-ambiti in cui l’IA rischia di alterare profondamente i pesi e i contrappesi democratici: giornalismo e media e pubblica amministrazione.

Se da un lato l’IA offre potenzialità straordinarie per l’analisi di dati complessi, l’efficienza dei flussi di lavoro e la distribuzione personalizzata delle notizie, l’adozione indiscriminata minaccia l’essenza stessa dell’editoria. La Carta ribadisce il ruolo insostituibile della mediazione giornalistica: la responsabilità penale, civile e deontologica non può essere delegata a un software.
Lo human-in-the-loop, il controllo umano, diventa il prerequisito essenziale per mantenere la fiducia dei lettori.

Sebbene il focus primario nasca dal mondo dell’informazione, i medesimi principi della Carta di Bolzano si possono riflettere sull’informazione della PA e non solo.
Consideriamo infatti che l’adozione di sistemi di IA nella gestione dei servizi pubblici, nella valutazione delle domande di welfare o nei processi decisionali automatizzati risente degli stessi identici bias algoritmici. Un algoritmo viziato nella PA può negare un sussidio o penalizzare ingiustamente un cittadino. Regolamentare l’IA significa quindi garantire la trasparenza amministrativa e il diritto del cittadino a conoscere la logica dietro ogni decisione algoritmica dello Stato.

Il programma dell’evento e le modalità di partecipazione

L’appuntamento in Senato nasce su iniziativa del senatore Pietro Patton, del Gruppo per le Autonomie, a cui spetterà l’introduzione dei lavori. Il panel dei relatori vedrà la partecipazione del rettore dell’Università di BolzanoAlex Weissensteiner, a testimonianza della storica e decennale collaborazione accademica tra l’ateneo altoatesino e il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige.

Il fulcro della presentazione sarà affidato all’autore materiale della Carta, il giurista Bruno Del Vecchio, legale storico della Fnsi e del Sindacato dei Giornalisti del Trentino Alto Adige, che esporrà l’impianto normativo e i dettagli attuativi del testo.
Le conclusioni saranno affidate alla segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, mentre il compito di moderare il dibattito sarà del segretario del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige, Rocco Cerone che ci ha rilasciato una dichiarazione.

L’opinione di Rocco Cerone Segretario del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige

“L’IA è una tecnologia che deve essere al servizio della persona. Lo ha sottolineato anche Papa Leone XIV nella Enciclica Magnifica Humanitas pubblicata il 25 maggio scorso. Ma anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte lanciato moniti sull’utilizzo antropocentrico dell’IA al servizio dell’uomo. Intelligenza artificiale all’attenzione della Federazione della stampa italiana dal 2022 con l’avvento dei computer quantistici che hanno consentito uno sviluppo esponenziale della sua diffusione perché un suo utilizzo incontrollato rischia di impattare in maniera significativa nel mondo dell’informazione, con possibili ripercussioni sull’occupazione giornalistica e sulla tenuta della democrazia” – sottolinea Cerone.

“Il tema non riguarda solo i giornalisti ma l’intera opinione pubblica che si forma e si informa attraverso l’informazione professionale di qualità prodotta dai giornalisti. Professionisti dell’informazione che si possono avvalere delle nuove tecnologie ma che debbono rimanere al servizio delle persone.
Occorre, quindi, porre dei limiti giuridici, etici, deontologici
 – aggiunge il segretario del sindacato dei giornalisti del Trentino, ricordando con le parole di Papa Prevost “su chi serve la tecnologia”.
Ed infine annuncia: “La Carta di Bolzano su IA ed informazione è un primo tentativo di codificare dei principi deontologici sull’attività giornalistica. “Guida che costituisce la base di un ulteriore studio più approfondito in elaborazione che verrà pubblicato a primavera 2027.”

Info utili per l’accredito:

Per gli ospiti: È necessario accreditarsi inviando una mail a: katya.covolo@senato.it

Per i giornalisti: L’accredito è obbligatorio e deve contenere i dati anagrafici, gli estremi della tessera dell’Ordine professionale, gli estremi del documento di identità e la testata giornalistica di riferimento.

I lavori del convegno saranno trasmessi in diretta streaming al link https://webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato Italiano https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano

FONTE
https://digitalepopolare.it/governare-lalgoritmo-per-difendere-la-verita-e-linformazione-nasce-la-carta-di-bolzano/

Categorie
Lavoro SINDACATO

Continua la battaglia giudiziaria a Trento dei giornalisti ex Trentino

Continua la battaglia giudiziaria a Trento dei giornalisti ex Trentino che reclamano dalla società editrice Sie Spa del gruppo Athesia/Ebner le spettanze di fine rapporto per la chiusura del Trentino avvenuta il 15 gennaio 2021.

La Corte d’Appello di Trento ha depositato oggi la sentenza (allegata) che ha rigettato il ricorso della società editrice Sie Spa.
La controversia è stata divisa temporalmente in tre tronconi di 4 più 4 più 3.

Negli ultimi 5 anni, finora complessivamente la magistratura del lavoro ha emesso 5 sentenze favorevoli su giornalisti su 5 giudizi promossi: 3 in primo grado e due in appello.
La società editoriale Sie Spa ha già depositato il ricorso in Corte di Cassazione a Roma per il primo gruppo di 4 giornalisti.
Lo rende noto il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige Sudtirol.

Categorie
#Controcorrente Articolo 21 CONTRATTI GRUPPI Lavoro SINDACATO

Fnsi: “Dieci anni senza contratto, è ora di cambiare musica “Flash mob a Sanremo il 24 febbraio, ore 15.30, nei pressi del Teatro Ariston

Martedì 24 febbraio la Federazione nazionale della Stampa italiana porterà a Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro Fieg-Fnsi, fermo da dieci anni. A partire dalle 15.30, una delegazione del sindacato, guidata dalla segretaria generale Alessandra Costante, con il segretario
aggiunto vicario Domenico Affinito e il segretario aggiunto Matteo Naccari, insieme con i colleghi dell’Associazione Ligure dei giornalisti e dell’Ordine dei giornalisti della Liguria, darà vita a un flash mob nei pressi del Teatro Ariston al quale sono invitati a partecipare giornaliste, giornalisti e chiunque abbia a cuore il presente e il futuro dell’informazione.
Dieci anni dopo l’ultimo rinnovo contrattuale, scaduto il 31 marzo 2016, e dieci anni dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la delibera sull’equo compenso previsto dalla legge 233/2012, gli editori continuano a rifiutarsi di corrispondere aumenti contrattuali decenti e, per i lavoratori autonomi,
propongono addirittura compensi al ribasso. È ora di cambiare musica. La Fnsi è pronta a mobilitare nuovamente la categoria, determinata a utilizzare l’intero pacchetto di scioperi affidato alla Giunta esecutiva dalla Conferenza dei Cdr, a difesa dei giornalisti dipendenti e lavoratori e autonomi.

Categorie
CONTRATTI Lavoro Ordine dei giornalisti

Concorsi per giornalisti all’Ufficio stampa della Provincia

L’Amministrazione provinciale cerca rinforzi per la redazione dell’Ufficio Stampa. Le candidature possono essere presentate fino al 6 febbraio 2026.

BOLZANO (USP). L’Amministrazione provinciale ha indetto due concorsi per giornalisti della Pubblica amministrazione. I posti sono assegnati all’Agenzia di stampa e comunicazione con sede a Bolzano.

Sono disponibili in totale tre posti nella professione di “giornalista della pubblica amministrazione”un posto a tempo pieno e uno a tempo parziale inquadrati alla qualifica funzionale VII o VII ter e un posto a tempo pieno alla IX qualifica funzionale.

È richiesto il possesso dei requisiti di accesso previsti nei bandi, tra cui l’iscrizione all’albo professionale, un titolo di studio adeguato e la relativa certificazione di bilinguismo. Le posizioni sono riservate al gruppo linguistico italiano e a quello ladino, ma la partecipazione al concorso è aperta a persone di tutti i gruppi linguistici.

Le candidature devono essere presentate entro e non oltre le ore 12:00 del 6 febbraio 2026. È possibile iscriversi esclusivamente online tramite il portale della Ripartizione Personale della Provincia alla voce Concorsi per il personale amministrativo. Qui sono disponibili anche tutte le ulteriori informazioni relative ai concorsi, ai documenti richiesti e alla procedura di esame.

Per eventuali informazioni, i candidati possono rivolgersi all’Ufficio Assunzioni personale: tel. 0471 41 15 60 o francesca.paolazzi@provincia.bz.it. Maggiori informazioni sono disponibili anche alla voce Info ai candidati (inviti, comunicazioni, risultati esami).

Categorie
Lavoro Ordine dei giornalisti SINDACATO

Rinnovo contrattuale, Fnsi: «Fieg non risponde, anzi fa due passi indietro»

Posizioni «ancora più distanti», dopo l’incontro di giovedì 8 gennaio 2026, tra editori e giornalisti, che rivendicano: «C’eravamo lasciati attendendo una risposta alla nostra proposta economica per l’accordo ponte e, dopo sei mesi di silenzio, un giorno di sciopero e la mobilitazione della categoria, la controparte è tornata a proporre, per avere un aumento superiore a 150 euro, il ritocco di alcuni istituti contrattuali».

Posizioni ancora più distanti tra Fnsi e Fieg, che oggi si sono ritrovate al tavolo della trattativa per il rinnovo contrattuale. C’eravamo lasciati a luglio attendendo una risposta alla nostra proposta economica per l’accordo ponte e, dopo sei mesi di silenzio da parte degli editori, un giorno di sciopero e una riuscitissima mobilitazione della categoria, la Fieg si è ripresentata al tavolo oggi cercando di riportare indietro di mesi la trattativa, proponendo, per avere un aumento superiore a 150 euro, il ritocco di alcuni istituti contrattuali.

Questo avendo appena incassato 60 milioni di finanziamenti pubblici dal governo. Sovvenzioni che la Fnsi ritiene necessarie, addirittura insufficienti, per assicurare l’informazione, ma che devono essere utilizzate per garantire un futuro di qualità al settore e che dovrebbero essere elargite a fronte del rispetto e del rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

La Federazione nazionale della Stampa parte dal principio che gli aumenti contrattuali non possono essere “pagati” dai lavoratori e che, in un momento tanto delicato per l’editoria, la pace sociale ha comunque un costo: il 2025 è stato un anno in cui le retribuzioni dei giornalisti sono state ulteriormente erose dall’inflazione; sono dieci anni che il nostro contratto nazionale di lavoro non viene rinnovato, unica categoria dei lavoratori dipendenti. Giornalisti veramente liberi sono quelli adeguatamente pagati. Vale per i dipendenti e per i lavoratori autonomi.

Categorie
FREELANCE Lavoro

Clan Fnsi, documento a Governo e Parlamento contro precariato

La Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan) – presieduta da Mattia Motta, segretario generale aggiunto della FNSI, e coordinata da Maurizio Bekar – rivolge una memoria al presidente del Consiglio, al Governo e alle forze parlamentari, evidenziando «preoccupazione per la deriva dei diritti e del mercato del lavoro dell’informazione» e richiedendo interventi urgenti.

Tra le emergenze evidenziate: politiche per il lavoro regolare e contro la precarizzazione, equo compenso, provvedimenti contro le querele bavaglio, ristori Covid e sostegni al reddito anche per gli autonomi senza partita Iva. Inoltre: attuazione della Direttiva Ue sul diritto d’autore; chiarezza sul futuro dell’Inpgi; un freno all’impiego dei pensionati nelle redazioni; riforma dell’Ordine. E una valutazione positiva sul nuovo contratto con Anso e Fisc per l’editoria locale, «che va nelle direzioni giuste». Tra le richieste contenute nel documento: norme contro il precariato e contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all’occupazione regolare.

Parallelamente l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, inapplicate ai giornalisti dal 2012: per la legge 27/2012 serve l’emanazione da parte del ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi. E per la 233/2012 l’individuazione dell’equo compenso per i collaboratori delle redazioni, tramite la Commissione presieduta dal sottosegretario all’Editoria.

Servono poi provvedimenti per scoraggiare le querele temerarie; ristori per il Covid-19 anche per i giornalisti non titolari di partita Iva; sostegni al reddito dei non dipendenti, spesso segnati da discontinuità lavorative.

Per la Clan Fnsi, vanno riviste ed estese anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come l’Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), prevista finora solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps. Va inoltre data attuazione alla Direttiva Ue sul diritto d’autore e nel mercato digitale, «fornendo certezze che i proventi non giungano solo agli editori ma anche ai giornalisti». E servono norme per impedire di continuare ad utilizzare i pensionati nel normale circuito produttivo delle redazioni, e ciò per favorire un ricambio generazionale e le assunzioni.

È poi «urgente una riforma dell’Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione, riconoscendo che oramai gli autonomi sono la maggioranza e che “giornalista è chi esercita effettivamente la professione”», si legge nel documento.

Positiva infine la valutazione del nuovo contratto con Anso e Fisc per i periodici e le testate on line locali, che «segna importanti passi avanti nelle direzioni giuste, sia per i dipendenti che per i collaboratori».

PER APPROFONDIRE

Il documento integrale della Commissione nazionale lavoro autonomo è pubblicato nella sezione Lavoro autonomo – Commissione e assemblee del sito.

(Fonte: FNSI)

Categorie
Lavoro SINDACATO

‘TRENTINO’, SJG e cdr rappresenteranno anche i colleghi precari

La chiusura del “Trentino”, avvenuta senza alcun preavviso da parte dell’azienda lo scorso 15 gennaio, priva del lavoro anche i numerosi giornalisti collaboratori che, quotidianamente, aiutavano i redattori nell’elaborazione del giornale. Si tratta di lavoratori privi di ammortizzatori sociali che da un giorno all’altro si trovano senza reddito, in uno dei momenti più drammatici della crisi economica e lavorativa causata dalla pandemia. Lo afferma, in una nota, il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige SJG-FNSI, al termine di un incontro organizzato oggi dal segretario regionale Rocco Cerone e dal vicesegretario Lorenzo Basso con i collaboratori strategici del quotidiano e il Cdr.   

Assieme ai 19 redattori con contratto regolare, il giornale Trentino poteva contare su diversi professionisti precari, che, ogni giorno, sabato e domenica compresi, erano impegnati nella raccolta e nella redazione di articoli giornalistici, raccogliendo notizie dal territorio e assicurando un flusso continuo di notizie da ogni ambito del territorio provinciale. Questi lavoratori, spesso titolari di contratti atipici rinnovati in modo automatico da diversi anni a questa parte, non devono essere abbandonati a se stessi. Pertanto, SJG-FNSI e Cdr, hanno assunto l’incarico di rappresentare formalmente anche i colleghi precari agli incontri in corso con l’azienda e di portare la loro situazione all’attenzione dell’amministrazione provinciale.

Categorie
Lavoro SINDACATO

‘TRENTINO’: SJG, lettera di Cgil, Cisl, Uil, Acli e Arci rileva mancaza di una voce

“La lettera aperta di Cgil, Cisl, Uil, Acli ed Arci  del Trentino testimonia come la chiusura del Trentino non costituisce solo un problema per la categoria dei giornalisti e per i 19 colleghi rimasti senza lavoro ma per l‘intera società civile trentina che sta prendendo consapevolezza e coscienza della mancanza di una voce prima come Alto Adige, poi come Trentino, che hanno accompagnato la crescita e lo sviluppo di questa terra per 75 anni”. Lo afferma in una nota il Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige SJG-FNSI.

Il segretario Rocco Cerone ricorda inoltre che il tema è stato sollevato questa mattina con il Vescovo di Bolzano Bressanone Ivo Muser nel corso dell‘incontro con Ordine, Assostampa e Federazione della Stampa in occasione della ricorrenza del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales.

Di seguito riportiamo la lettera inviata all’editore Michl Ebner nel pomeriggio di oggi .

Lettera apertaa Michl Ebner e al consiglio d’amministrazione della Sie

La storia del nostro Paese ci ha insegnato che esistono due categorie di imprenditori: quelli che costruiscono e quelli che distruggono. Quelli che creano valore per la propria azienda e per la società e quelli che, al contrario, privatizzano i profitti e socializzano le perdite. Ci sono insomma gli Olivetti e quelli per cui il capitale umano, l’identità e la storia di un’impresa (in questo caso, un’impresa particolare com’è un giornale) sono null’altro che circostanze minute e trascurabili.Crediamo che la proposta che giovedì 28 gennaio i rappresentanti della Sie porteranno al tavolo della trattativa con il sindacato e i lavoratori del Trentino definirà senza equivoci da quale parte intende collocarsi la lunga storia imprenditoriale del gruppo Athesia e quella della Sie, che di Athesia è parte integrante. Costruttori o distruttori: è questa la scelta.Tagliare, licenziare (perché cassa integrazione a zero ore significa licenziamento), cancellare 75 anni di storia del giornale Trentino è sicuramente la decisione più facile che si potesse adottare. Ma è anche la decisione più pigra, meno lungimirante, più freddamente ragionieristica di fronte a un ventaglio di possibilità che, in un gruppo che vanta oltre mille addetti, potevano e dovevano essere vagliate e costruite, come del resto era stato più volte assicurato alla redazione del Trentino, sia in documenti ufficiali, sia verbalmente, dal presidente e da autorevoli esponenti del consiglio d’amministrazione Sie.Ad esempio, nel mondo tedesco, a cui Athesia è culturalmente vicina, è stata sperimentata già da numerose aziende la settimana corta. Con la benedizione del ministro del Lavoro tedesco Hubertus Heil, gruppi come Bosch, Zf Friedrichshafen e Daimler hanno concluso accordi per ridurre l’orario di lavoro e salvaguardare l’occupazione. In un settore come quello dei giornali, in cui si lavora su sette giorni, l’operazione sarebbe anche più agevole e avrebbe la conseguenza, non secondaria, di migliorare la qualità della vita dei lavoratori.Ma l’argomento più importante è di un altro tipo: l’editoria europea di successo ci ha dimostrato che la logica difensiva dei tagli alla lunga si rivela miope e controproducente. L’informazione ha bisogno di investimenti, di piani editoriali innovativi, che sappiano far fruttare il digitale: l’esempio di Le Monde, il secondo quotidiano francese, che deve la sua solidità economica alla crescita degli abbonamenti, soprattutto digitali, dovrebbe indicare una strada che è sicuramente difficile e tuttavia è praticabile. Esistono ancora giornali e siti d’informazione (aperti 24 ore su 24), capaci di fidelizzare i lettori con una lettura della realtà scrupolosa e approfondita. Ma di sicuro non si fanno senza giornalisti: il sito internet del Trentino senza giornalisti è un contenitore vuoto, che fa rimbalzare in home page curiosità stantie, amenità ininfluenti, fatti già raccontati da altri mille siti internet. Un sito internet senza giornalisti non dà notizie e non fa informazione libera, curiosa, scomoda.In questi anni di tagli continui al personale, si sta perdendo l’essenza di questo lavoro, che è quella di raccontare il mondo anche nei suoi anfratti più nascosti e nelle sue asperità. Solo in questo modo il giornale risponde alla sua responsabilità precipua, che è quella di essere un presidio della democrazia.Auspichiamo che, giovedì prossimo, la proposta della Sie ai giornalisti del Trentino possa diventare un esempio positivo e indicare una strada da seguire non solo nel mondo editoriale, viste le difficoltà economiche che si prospettano a causa della congiuntura della pandemia. Crediamo che Athesia e Sie abbiano la forza e le capacità imprenditoriali per costruire un progetto lungimirante, che poggi le sue fondamenta non sul sacrificio occupazionale, ma sull’innovazione organizzativa, sulle idee e su nuovi contenuti editoriali.Auspichiamo anche che la Provincia di Trento si faccia interprete della necessità di salvaguardare un patrimonio di competenze e professionalità per continuare a mantenere sul nostro territorio un sistema dell’informazione dinamico e di qualità, che solo un’ampia e diversificata offerta informativa può garantire. Per questa ragione sollecitiamo l’assessore Achille Spinelli ad attivarsi subito con l’editore perché vengano percorse tutte le strade possibili per arrivare ad una ripresa dell’attività, anche con la creazione di prodotti editoriali alternativi, e al mantenimento dell’occupazione tutelandone la professionalità.

Andrea Grosselli Michele Bezzi Walter Alotti
Cgil del Trentino Cisl del Trentino Uil del Trentino

Luca Oliver Enrico Paissan Andrea La Malfa
Acli del Trentino Anpi del Trentino Arci del Trentino