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SINDACATO

Petizione contro il precariato giornalistico

In Italia, oggi, una generazione rischia di avere un lavoro precario, a singhiozzo, malpagato, più rischioso perché meno regolato o del tutto senza regole. I giovani giornalisti non sfuggono a questa condizione.

Il Sindacato dei giornlisti del Trentino Alto Adige aderisce quindi alla petizione online lanciata dal Sindacato dei giornalisti della Liguria, che chiede di invertire un processo che ostacola una crescita equilibrata, duratura e sostenibile del Paese.

Il precariato interessa anche a quei giovani giornalisti che collaborano con i giornali più “forti”, come “Repubblica”. Il giornale si pone anzi con straordinaria durezza nei confronti dei propri precari: lo scorso anno, un gruppo di giovani colleghi il cui contratto è rinnovato di anno in anno – spesso a condizioni peggiori – ha richiesto un confronto con l’azienda e il direttore del giornale. La loro richiesta, più volte ripresentata è stata ignorata. A questo punto, alcuni colleghi hanno deciso di rivolgersi al giudice del lavoro. L’azienda ha risposto mettendoli alla porta: contratto non rinnovato. Nessun confronto, nessun dialogo. O mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra, come dicevano i nostri nonni quando volevano riassumere cosa potesse volere dire un tempo “lavorare sotto padrone”.

La precarietà è una condizione che mortifica la generazione dei nostri figli, ma tale condizione non è fatale, non è un pedaggio da pagare alla modernità e alla crescita. Al contrario, un lavoro e una vita precaria ostacolano una crescita equilibrata, duratura e sostenibile. Se la pensi come noi ti chiediamo di darci una mano: sottoscrivi questa petizione che inoltreremo a Repubblica.

Per firmare la petizione è necessario collegarsi al link di The Action Network

(In apertura: immagine “Cane da guardia della democrazi@”, Rolli per la campagna contro il precariato)

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