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SINDACATO

È morto Giampaolo Pedrotti, le condoglianze del Sindacato

Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol si stringe attorno alla moglie Antonella  ai 3 figli Beatrice, Francesco ed Angelica ed ai colleghi di Giampaolo Pedrotti, scomparso oggi all’età di 61 anni.

Con il dirigente dell’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento – sottolinea il segretario Rocco Cerone – ci legava una lunga colleganza prima come utente in Rai e poi di collaborazione nella lunga fase preparatoria del primo contratto del profilo del giornalista pubblico firmato in Italia a Trento ad ottobre 2020 e nella riscrittura del contratto ancora in corso.

Con Giampaolo Pedrotti scompare – continua Cerone – un professionista ed un uomo delle istituzioni che aveva a cuore il bene comune.

Sono sicuro che le colleghe ed i colleghi – conclude Cerone – proseguiranno nel percorso tracciato da Giampaolo Pedrotti, che ha avuto il merito di avere creato una vera redazione giornalistica multimediale.

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CONTRATTI FREELANCE SINDACATO

Sindacato Giornalisti, delusione per giornali in edicola dopo sciopero


(ANSA) – BOLZANO, 17 APR – Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige “condivide la delusione della stragrande maggioranza delle redazioni del Dolomiten e dell’Alto Adige per la vanificazione dello sciopero nazionale proclamato dalla Federazione nazionale della stampa italiana per la forzatura dei due direttori, paradossalmente entrambi iscritti alla Fnsi, che hanno deciso di piegarsi al volere dell’editore e di fare uscire comunque i due quotidiani: il Dolomiten per la terza volta (28 novembre 2025, 27 marzo 2026 e ieri 16 aprile; l’Alto Adige per la seconda volta: 27 marzo e 16 aprile)”. “La stragrande maggioranza delle due redazioni (ad eccezione di poche unità al Dolomiten e all’Alto Adige) ha scelto di scioperare per solidarietà e per senso di responsabilità verso la professione, per condizioni di lavoro eque e, non da ultimo, per le nuove generazioni del giornalismo”, prosegue la nota. “Da 10 anni gli stipendi sono fermi, erosi del 20% dall’inflazione, come certificato da Istat ed Inps”. “Se persino la già modesta retribuzione dei praticanti e dei nuovi assunti viene messa in discussione, sorge inevitabilmente la domanda su quanto il mestiere di giornalista potrà e vorrà restare attrattivo in futuro, anche alla luce delle sfide che il nostro settore dovrà affrontare, ad esempio con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, che rischia di desertificare le redazioni giornalistiche. I giornalisti italiani hanno scioperato per migliori condizioni di lavoro, i cui benefici quando arriveranno andranno a vantaggio anche dei pochissimi, direttori compresi, che non hanno scioperato”, conclude il Sindacato Giornalisti. (ANSA).

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CONTRATTI SINDACATO

Rinnovo contratto Fieg, Costante: «Il 27 marzo e il 16 aprile scioperiamo per il futuro dell’informazione»

La segretaria generale Fnsi ospite della trasmissione Omnibus, su La7, il 18 marzo 2026, ha ricordato le ragioni della mobilitazione che riporterà i giornalisti italiani a incrociare le braccia. Ha anche ribadito la «forte preoccupazione» per le cessioni di Repubblica e La Stampa e auspicato che l’arrivo di un editore giovane come Leonardo Maria Del Vecchio alla guida dei quotidiani di Editoriale Nazionale «possa spingere le aziende a ripensare l’informazione in maniera moderna, ma garantendo la dignità dei giornalisti e del giornalismo».

«Il 27 marzo e il 16 aprile la Federazione nazionale della Stampa ha proclamato altre due giornate di sciopero perché il contratto di lavoro dei giornalisti è scaduto da 10 anni e le proposte presentate dagli editori della Fieg al tavolo del rinnovo sono irricevibili, sia dal punto di vista economico, sia per il futuro del sistema informazione». Lo ha detto Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, partecipando mercoledì 18 marzo 2026 alla trasmissione Omnibus, su La7, condotta da Alessandra Sardoni.

«Parlare di rinnovo del contratto – ha aggiunto Costante – senza parlare di come normare l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle redazioni significa fare un danno a tutta l’informazione. Proporre di ridurre i compensi (gli editori vorrebbero ridurli del 20%) e i diritti dei giornalisti di oggi e di domani significa che non si crede nel futuro dell’informazione».

La segretaria generale Fnsi ha anche ribadito la «forte preoccupazione» per le cessioni in corso delle testate del gruppo Gedi, La Stampa e Repubblica, ricordando poi l’ingresso di Leonardo Maria Del Vecchio alla guida dei quotidiani di Editoriale Nazionale e auspicando che «l’arrivo di un editore giovane possa spingere le aziende a ripensare l’informazione in maniera moderna, ma garantendo – ha incalzato – la dignità dei giornalisti e del giornalismo».

Soffermandosi quindi sullo stato di salute del sistema dei media, Costante ha evidenziato che «i nuovi media meritano rispetto. Ma la carta, per quanto bistrattata, continua ancora oggi ad essere quella che regge i bilanci delle aziende editoriali. Certo è necessario che il nostro mondo si riprogrammi meglio verso le nuove forme di informazione, dove comunque il giornalista deve restare centrale. Se un editore pensa che per andare online si debbano tagliare stipendi e diritti dei giornalisti commette un enorme errore».

In conclusione, «il nostro contratto di lavoro – ha rimarcato Costante – è fermo da 10 anni, e siamo l’unica categoria in queste condizioni, perché gli editori non hanno intenzione di investire sull’informazione. Pur avendo ricevuto negli ultimi anni finanziamenti milionari, si rifiutano di guardare al futuro in maniera costruttiva, pensando solo in termini di tornaconto ragionieristico dei bilanci. È invece necessario ripensare l’informazione in maniera moderna». (mf)

MULTIMEDIA
Rivedi qui un passaggio dell’intervento della segretaria generale Alessandra Costante a Omnibus.

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CONTRATTI SINDACATO

Altre due giornate di sciopero, il 27 marzo e il 16 aprile

Per spiegare ai lettori ed ai telespettatori le ragioni dello sciopero nazionale dell’informazione venerdì 27 marzo alle 11 in piazza Mazzini a Bolzano, nei giardini antistanti la Rai; ed alle 15.00 in piazza Dante a Trento, nei giardini antistanti i palazzi di Provincia e Regione,il Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige Südtirol Journalisten Gewerkschaft, Associazione Regionale di Stampa Federata alla Fnsi, promuove entrambe le manifestazioni, alla quali parteciperanno cdr, fiduciari di redazione e rappresentanti delle varie organizzazioni sindacali.
Dopo l’astensione dal lavoro nazionale del 28 novembre 2025, la Fnsi ha proclamato altre due giornate di sciopero dell’informazione venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro fermo da 10 anni: in questi due lustri, l’inflazione ha eroso il potere di acquisto delle retribuzioni del 20%, come certificato dall’Istat e dall’Inps, ma soprattutto è aumentato il precariato dei giornalisti, unica categoria professionale ordinistica insieme agli infermieri che adotta ancora i cococo, diventati i riders dell’informazione.

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CONTRATTI SINDACATO

Legittimo licenziare chi è sostituito dall’AI

L’intelligenza artificiale forse ancora non «licenzia», ma comincia a entrare — seppur indirettamente — nelle aule dei tribunali. Lo dimostra la sentenza n. 9135 del 19 novembre 2025 del Tribunale di Roma, che ha riconosciuto legittimo un licenziamento per «giustificato motivo oggettivo» maturato in una riorganizzazione aziendale in cui anche strumenti di AI hanno reso superflua una posizione lavorativa. Si tratta del primo caso nel panorama giurisprudenziale italiano in cui l’intelligenza artificiale compare esplicitamente nel contesto di una controversia sul lavoro.
La vicenda riguarda una graphic designer di una società di cybersecu-rity. In una fase di contrazione economica, l’azienda ha accentrato funzioni e introdotto strumenti tecnologici per rendere più efficienti i processi, sopprimendo il ruolo e licenziando la dipendente.
Il Tribunale ha ritenuto fondate le ragioni datoriali, richiamando i principi cardine del diritto del lavoro: reali esigenze economico-organizzative, nesso con la perdita del posto e impossibilità di ricollocazione interna.
L’AI non viene considerata una causa autonoma del licenziamento, ma uno degli strumenti della riorganizzazione.
La sentenza, sottolineano i giuslavoristi, non apre scorciatoie tecnologiche: la legittimità resta ancorata ai criteri storici del «giustificato motivo oggettivo», in pratica lo stesso che venne usato quando i software gestionali entrarono negli uffici e sostituirono i vecchi contabili.
Resta però il contesto sociale. In un mercato del lavoro fragile come quello italiano, ogni riorganizzazione che elimina posizioni rischia di tradursi in esclusione più che in reale transizione professionale. Il principio del repêchage resta centrale sulla carta, ma spesso si scontra con organici ridotti e scarse possibilità di riqualifi-cazione.
In questo senso l’intelligenza artificiale non è il problema giuridico, ma un acceleratore economico: consente di razionalizzare più in fretta, abbassare i costi e concentrare funzioni. con effetti concreti sull’occupazione.
La sentenza di Roma non abdica all’algoritmo.
Segna l’ingresso dell’Ai nella normalità del contenzioso del lavoro e pone una domanda ormai inevitabile: come governare l’innovazione senza trasformarla in una silenziosa macchina di perdita di lavoro?


Massimiliano Jattoni Dall’Asén
“Corriere della Sera”


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CONTRATTI Ordine dei giornalisti SINDACATO

Rinnovo contratto Fnsi-Fieg, giornalisti in sciopero il 27 marzo e il 16 aprile 

 Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato altre due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta). 

Il primo aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann. 

Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale. 

Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione. 

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CONTRATTI SINDACATO

A Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 10 anni [video]


SANREMO, 24 FEB – ”Noi siamo vicini ai colleghi del gruppo Sae, siamo vicini ai colleghi della stampa che saranno ceduti al gruppo Sae, probabilmente. Siamo vicini ai colleghi di Repubblica che non sanno ancora oggi quale sarà la loro fine. Ci saranno altri scioperi altri due giorni di sciopero, a marzo e ad aprile”.

Lo dice Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi che porta a Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto il 1 aprile del 2016 con un flash mob davanti all’Ariston. ”Stiamo un po’ tardando – dice – a trovare le date perché vogliamo che siano scioperi unitari.

E quindi perché siano scioperi unitari devono essere scioperi fatti insieme alle televisioni e alle radio, tutti. Ognuno di noi ha delle difficoltà diverse, però se la categoria vuole farsi sentire deve parlare con una voce sola. Anche quando tace deve avere una voce sola, un silenzio solo. Molti colleghi si sono riuniti a via Mameli, proprio davanti all’Ariston, a poche ore dall’inizio del festival di Sanremo esponendo degli striscioni con la scritta: ”Giornalisti senza contratto da 10 anni. È ora di cambiare musica”.

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#Controcorrente Articolo 21 CONTRATTI GRUPPI Lavoro SINDACATO

Fnsi: “Dieci anni senza contratto, è ora di cambiare musica “Flash mob a Sanremo il 24 febbraio, ore 15.30, nei pressi del Teatro Ariston

Martedì 24 febbraio la Federazione nazionale della Stampa italiana porterà a Sanremo la mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro Fieg-Fnsi, fermo da dieci anni. A partire dalle 15.30, una delegazione del sindacato, guidata dalla segretaria generale Alessandra Costante, con il segretario
aggiunto vicario Domenico Affinito e il segretario aggiunto Matteo Naccari, insieme con i colleghi dell’Associazione Ligure dei giornalisti e dell’Ordine dei giornalisti della Liguria, darà vita a un flash mob nei pressi del Teatro Ariston al quale sono invitati a partecipare giornaliste, giornalisti e chiunque abbia a cuore il presente e il futuro dell’informazione.
Dieci anni dopo l’ultimo rinnovo contrattuale, scaduto il 31 marzo 2016, e dieci anni dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la delibera sull’equo compenso previsto dalla legge 233/2012, gli editori continuano a rifiutarsi di corrispondere aumenti contrattuali decenti e, per i lavoratori autonomi,
propongono addirittura compensi al ribasso. È ora di cambiare musica. La Fnsi è pronta a mobilitare nuovamente la categoria, determinata a utilizzare l’intero pacchetto di scioperi affidato alla Giunta esecutiva dalla Conferenza dei Cdr, a difesa dei giornalisti dipendenti e lavoratori e autonomi.

Il Sindacato Giornalisti si è trasferito in Corso Italia 20

Die Journalisten-Gewerkschaft ist in die Italianallee 20 umgezogen