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‘Professione precario’: un seminario ad Aosta

«L’unica strada per tutelare la qualità dell’informazione passa dall’inclusione contrattuale dei finti giornalisti autonomi», è stato detto durante l’incontro cui hanno partecipato, fra gli altri, Mattia Motta, segretario generale aggiunto Fnsi e presidente Clan; Lorenzo Basso (Giunta Fnsi); Massimiliano Salvo (Coordinamento precari Repubblica e componente Clan-Fnsi) e Nicola Chiarini, consigliere generale Inpgi.

Una tempesta perfetta da cui si esce «con una rinnovata coesione della comunità giornalistica, con l’inclusione contrattuale di quei colleghi formalmente autonomi, in realtà precari, senza diritti e con retribuzioni sotto la soglia minima di dignità e con un equo compenso a tutela dei veri freelance».

Questo il messaggio lanciato dal corso ” Professione precario: il giornalismo ha un futuro di soli freelance e collaboratori?” andato in scena ad Aosta venerdì 6 maggio, organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta in collaborazione con l’Associazione Stampa Valdostana, con il segretario generale aggiunto Fnsi e presidente Clan Mattia Motta; Lorenzo Basso della Giunta esecutiva Fnsi; Massimiliano Salvo, del Coordinamento precari Repubblica e componente Clan-Fnsi e Nicola Chiarini, consigliere generale Inpgi.

Dopo i saluti di benvenuto del presidente dell’Ordine della Valle d’Aosta, Roberto Moranduzzo, e dell’Asva, Daniele Mammoliti, moderati da Alessandro Mano del direttivo dell’Asva, i relatori si sono confrontati sulle criticità del settore rispetto al mondo del lavoro autonomo. «L’unica strada per tutelare la qualità dell’informazione passa dall’inclusione contrattuale dei finti giornalisti autonomi che oggi rappresentano i due terzi dei colleghi attivi», è stato detto.

Stati di crisi e prepensionamenti hanno svuotato le redazioni, aumentando la pressione e i ritmi di lavoro, a questo si aggiunga un precariato dilagante, l’aumento di minacce e intimidazioni, l’assenza di una norma su equo compenso ed ecco che la tempesta perfetta è servita.

«Da questa china si può risalire tramite l’organizzazione sistematica dei freelance nel sindacato, con una rinnovata vertenzialità e con una mobilitazione nazionale sulla dignità del lavoro» ha detto Motta.

«Occorre una rinnovata rappresentanza dei giornalisti autonomi, sul modello del contratto Anso-Fisc», ha ricordato Basso, mentre Salvo ha ripercorso le tappe che hanno portato ad organizzare i colleghi precari di Repubblica.

Il futuro dell’Inpgi 2, ha detto Chiarini, «passa dall’allargamento del welfare e dalla recente conferma dell’assicurazione sanitaria Casagit Win per gli autonomi con redditi medio bassi».

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