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Ex Fissa, firmato l’accordo per la rata 2026

Fnsi, Fieg e Inpgi hanno rinnovato l’intesa operativa che prevede l’erogazione della somma di 3.000 euro lordi a tutti gli aventi diritto.

Fnsi, Fieg e Inpgi hanno firmato martedì 21 luglio il nuovo accordo operativo per il pagamento, anche per il 2026, del rateo annuale di 3.000 euro lordi a favore dei giornalisti e aventi diritto alla prestazione del Fondo ‘Ex fissa’.

Sarà ancora l’Inpgi ad erogare la rata provvedendo al versamento e alla certificazione delle relative imposte. Oltre al pagamento della rata per tutti coloro che hanno già maturato il diritto alla prestazione, l’Istituto provvederà inoltre a definire le nuove domande, a carico del Fondo ‘Ex fissa’, presentate nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2026.

Le aziende dovranno provvedere al versamento – riferito ai periodi di paga 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2026, nonché ad eventuali periodi pregressi – entro il 31 gennaio 2027, in un’unica soluzione a mezzo bonifico bancario, sull’apposito conto corrente:

codice IBAN IT14F0503411701000000002909
intestato a Inpgi – Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani
presso Banca Popolare di Milano
con causale: VERSAMENTO EX FISSA.

Il pagamento della rata 2026 – di 3.000 euro lordi –  a favore di giornalisti e dei loro aventi diritto, avverrà il 15 febbraio 2027, una volta accertata la consistenza della necessaria riserva finanziaria per il Fondo.

Come avvenuto in passato, saranno liquidate anche le domande di coloro che, pur avendo presentato la richiesta di Ex Fissa entro il termine del 31 dicembre 2026, non abbiano però ancora ricevuto, entro la stessa data, il pagamento della pensione. In questo caso, la rata dell’Ex Fissa sarà liquidata solo dopo la trasmissione all’Inpgi di copia del primo cedolino di pensione.

Ad esempio: un giornalista che, pensionato a novembre 2026, presenti regolarmente la domanda di Ex Fissa entro il 31 dicembre successivo, ma poi riceva il primo rateo di pensione a febbraio 2027, potrà trasmettere copia del primo cedolino di pensione al Servizio Contributi dell’Inpgi e l’ente metterà in pagamento i 3.000 lordi.

FONTE: fnsi.it

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No all’informazione senza giornalisti [RASSEGNA STAMPA]

Lo sbarco anche a Trento e a Bolzano di un sito giornalistico cinese con sede a Jad Hong Kong in cui sembra che l’intelligenza artificiale giochi un ruolo preponderante, non facendo alcun riferimento alle giornaliste e ai giornalisti ma al controllo di «agenti editoriali» è una notizia che deve allarmare non solo i giornalisti, gli editori, ma anche l’opinione pubblica e la politica.

FONTE L’Adige

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Sito di notizie fatto dall’IA, Fnsi presenta esposto all’Agcom [RASSEGNA STAMPA]

Federazione nazionale e Associazione regionale di Stampa hanno scritto all’Autorità «per segnalare come anche in Italia ormai società straniere si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese». Barachini: «La minaccia all’informazione da parte di siti come questo riguarda le fondamenta stesse della democrazia»

Fanno informazione senza giornalisti. In Trentino-Alto Adige è sbarcato il sito WeNews che si autodefinisce “una testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo occupandosi quotidianamente di politica, cronaca, economia, salute, esteri, sport e cultura”.

Ma tutto questo lo fanno senza giornalisti, impiegando l’intelligenza artificiale che, come nella pesca a strascico, utilizza come fonti aperte le notizie rastrellate sul web. Nessun giornalista in redazione e neppure giornalista pare il direttore responsabile.

Per questo motivo la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige hanno inviato un esposto all’Agcom per segnalare come anche in Italia ormai società straniere (questa ha sede a Hong Kong) si stiano impadronendo dello spazio digitale per fare pseudo-informazione, certamente non professionale, che falsa il dibattito pubblico e mette a rischio la vita democratica del Paese.

«Abbiamo bisogno di leggi chiare perché la globalizzazione non può in questo caso coincidere con la globalizzazione dell’informazione e il saccheggio delle notizie prodotte da chi vive di informazione pura e indipendente», spiegano Fnsi e Associazione regionale di Stampa.

«In questo caso – proseguono – non si tratta di trovare un equilibrio tra libertà d’impresa e diritto d’autore, come sta provando a fare l’Europa. Qui si deve semplicemente impedire a soggetti stranieri di spacciare per informazione le fake news e di asservire le notizie al verosimile. Come sindacato dei giornalisti continuiamo a chiedere che l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore venga regolamentato».

Iniziativa analoga è stata intrapresa dal sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, che – in una nota – rileva: «Dopo aver ascoltato oggi la Relazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e averne apprezzato, in particolare, il riferimento alla urgente necessità di salvaguardare la qualità dell’informazione, ho segnalato al Presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, il sito di notizie we-news.com realizzato completamente con l’intelligenza artificiale».

Si tratta, spiega il sottosegretario, di «una piattaforma web che si dichiara ‘una testata di informazione in tempo reale che copre l’Italia e il mondo’, mentre a ben guardare gli articoli di ogni settore sono redatti solo da agenti dichiaratamente AI. In sostanza non risulta impiegato nessun giornalista e lo stesso direttore non risulta essere un giornalista. La minaccia all’informazione da parte di siti come questo – conclude Barachini – riguarda le fondamenta stesse della democrazia». (mf)

fonti
FNSI | ANSA

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L’intelligenza artificiale deve rimanere umana: il suo controllo non può essere affidata all’algoritmo

Lo sbarco anche a Bolzano e a Trento del sito giornalistico cinese WeNews con sede ad Hong Kong in cui sembra che l‘intelligenza artificiale giochi un ruolo preponderante, non facendo alcun riferimento alle giornaliste e ai giornalisti ma al controllo di “agenti editoriali” è una notizia che deve allarmare non solo i giornalisti, gli editori, ma anche l‘opinione pubblica e la politica. Esempio che potrebbe essere mutuato da qualsiasi altra potenza straniera mettendo in pericolo la democrazia e la sicurezza nazionale del nostro Paese.
Il primo aspetto da considerare è quello delle cosiddette fake news, notizie false, incontrollate ed incontrollabili che possono influenzare, come già avvenuto in tempi recenti, i processi elettorali nel momento in cui si stanno terremotando gli equilibri geopolitici nelle varie aree di crisi internazionali.
Siamo alla vigilia di importante scadenze democratiche in Trentino Alto Adige Südtirol e in Italia, dove i cosiddetti troll (diffusione incontrollata e deliberata di contenuti provocatori) potranno giocare un ruolo fondamentale nella formazione di opinioni in grado di spostare consensi su tematiche cruciali e divisive quali ad esempio l’inceneritore, la caccia, bypass ferroviario, la TAV/TAC, la convivenza etnica, politica, culturale, la sicurezza, l‘immigrazione in regione o il posizionamento della Repubblica italiana nell‘Unione Europea, nella Nato, nel salvataggio in mare dei migranti, sul nucleare, tanto per fare alcuni esempi.
Come si vede non stiamo parlando di un tema corporativo che interessa una ristretta categoria di professionisti, ma riguarda tutti noi come comunità.
Con tutti i difetti e gli errori possibili, è da preferire sempre una informazione professionale di qualità libera, esercitata da giornalisti in carne ed ossa che hanno studiato per diventare tali, superato un esame di Stato, sottoposti al controllo deontologico dei consigli di disciplina dell‘Ordine dei Giornalisti, alla legge sulla stampa, ai controlli di Agcom e CORECOM regionali e provinciali, della Commissione parlamentare di vigilanza (per la Rai) quando sarà in grado di funzionare, piuttosto che appaltare l‘informazione all‘impersonale algoritmo.
Ma siamo sicuri che sia impersonale e non governato da una ristretta élite di oligarchi dell’IA in grado di manipolare l‘opinione delle persone?
Rispetto alla completa deregulation attuata dagli Stati Uniti, dove l‘input presidenziale è stato e continua ad essere “nessuna regola alla diffusione dell‘IA” che viene utilizzata prioritariamente per scopi militari ma poi anche, a cascata, in tutti i settori dell‘economia, l’Unione Europea finora è stata l‘unica istituzione internazionale ad approvare l‘AI Act che ha approvato regole stringenti sull’uso incontrollato dell‘IA, ma non per quanto riguarda l’informazione.
Altri autorevoli appelli si sono levati da Papa Leone XIV nella Enciclica Magnifica Humanitas di maggio, auspicando regole giuridiche e deontologiche alla base della diffusione dell‘intelligenza artificiale.
Monito ribadito più volte anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Senza considerare gli inevitabili effetti e conseguenze sull’occupazione giornalistica già fortemente precarizzata.
I decreti legislativi del 10 giugno approvati dal governo centrale affidano alle università un ruolo di alfabetizzazione sull‘intelligenza artificiale.
Ed a Bolzano, credo primi in Italia, il rettore Alex Weissensteiner con il direttore Günther Mathà ed il presidente Federico Giudiceandrea hanno siglato una convenzione quinquennale con il Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige Südtirol, federato con la Fnsi, di ricerca e studio su IA ed altri temi di comune interesse. Protocollo che sarà ufficializzato l‘8 ottobre prossimo nel corso dell‘assemblea annuale alla presenza dei vertici di Unibz, Fnsi e Casagit.
Partendo dall‘elaborazione della Carta di Bolzano su IA ed informazione elaborata di concerto da Unibz con Sjg si vuole creare un laboratorio di pensiero e di studio su come governare questi processi che debbono avere al centro le persone: giornaliste e i giornalisti.
Un ulteriore approfondimento su questi temi sta vedendo la collaborazione della Facoltà di Ingegneria con il prof. Marco Montali, professore di ingegneria informatica con specializzazione in intelligenza artificiale ed il giuslavorista ed esperto in diritto d‘autore Bruno Del Vecchio, storico consulente e collaboratore di Fnsi e Sjg, che vedrà la luce a marzo 2027.
Diventa dirimente a questo punto l‘intervento della politica a Trento, a Bolzano e a Roma per governare questo fenomeno che, se non controllato, rischia di minare la democrazia italiana e le tante democrazie regionali e provinciali.

Rocco Cerone, segretario Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige

Alessandra Costante, segretaria generale Federazione nazionale della stampa italiana
In tedesco giornalistico

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Sbarca a Bolzano il sito giornalistico WeNews completamente realizzato da IA

Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol esprime vivo allarme per lo sbarco in regione del sito giornalistico WeNews, di un editore o presunto tale con sede a Hong Kong, in Cina. Il sito afferma di avvalersi di fonti aperte – giornali e comunicati stampa – controllati poi dall’intelligenza artificiale, afferma la nota sindacale. Da sottolineare inoltre che i nomi delle persone citate come autori degli articoli non risultano giornalisti.La notizia oltre a provocare vivo allarme nel Sindacato regionale e nella Fnsi e posso immaginare anche dagli editori della Fieg, per l’utilizzo gratuito degli articoli dei quotidiani senza citarne la fonte, pone problemi di democrazia e di sicurezza nazionale, perché in mancanza di provvedimenti governativi e parlamentari, qualsiasi soggetto basato in uno Stato estero può fondare un sito giornalistico in Italia e non rispettare le regole alle quali sono tenuti i professionisti dell’informazione e gli editori e veicolare contenuti fake. Situazione tanto più allarmante nel contesto geopolitico in cui si trova l’Italia in questo momento storico, conclude il comunicato.

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Chiusura ufficio

Care Colleghe, Cari Colleghi,
l’ufficio del Sindacato Giornalisti sarà chiuso per ferie da lunedì 13 luglio a venerdì 17 luglio
Chiuso anche mercoledì 29 luglio e giovedì 30luglio per un corso obbligatorio di primo soccorso.

Per urgenze, vi chiediamo di inviare un’e-mail a uno dei seguenti indirizzi:

info@sindgewe.eu, sindacale.gewerkschaft@sindgewe.eu oppure casagit1@sindgewe.eu.

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