La satira umoristica turca è di casa allo Studio d’arte Andromeda di Trento

La satira umoristica turca è di casa allo Studio d’arte Andromeda di Trento

La satira umoristica ha una patria d’eccellenza: la Turchia ma è di casa anche in Italia a Trento. Lo Studio d’arte Andromeda è un’associazione culturale opera in questa città da oltre quarant’anni e svolge un’intensa attività grafica in campo internazionale. In ambiti come la satira, illustrazione, pittura, grafica e fumetto. Organizza ogni anno una rassegna internazionale di satira e umorismo e a Trento sono arrivati artisti di fama internazionale: Zavrel, Reggiani, Thole, Negrin, Anna Castagnoli, Oscar Sabini, Ana Ventura, Svetlan Junacovic, Javier Zabala, la Scuola di disegno anatomico del Rizzoli di Bologna, tra i tanti che figurano nell’elenco. Tra le tante collaborazioni l’Andromeda mantiene da molto tempo anche un legame particolare con i disegnatori e illustratori della Turchia. Un gemellaggio che vale la pena approfondire vista la situazione in cui riversa questa nazione. Assunta Toti Buratti è una delle fondatrici dell’Associazione di cui è anche vicepresidente, dopo aver svolto la carriera di docente di materia in disegno dal vero presso l’Istituto statale d’arte Alessandro Vittoria di Trento. Sulla satira umoristica in Turchia e sul lavoro svolto negli anni per invitare i disegnatori di tutto il mondo a Trento, ci ha rilasciato un’intervista mentre l’attività artistica dell’Andromeda è sospesa a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Assunta Toti Buratti, ‘Chi ha paura del lapis cattivo’

«La prima considerazione necessaria per parlare dell’importanza della cultura artistica nel settore della satira umoristica è quella di smettere di pensare come i turchi siano solo un popolo dedito al fumo: un banale luogo comune! In Turchia c’è una storia importante sulla satira e l’umorismo paragonabile a quello della Francia, mentre noi in Italia siamo rimasti indietro causato dalle conseguenze di vent’anni di censura durante il Fascismo che impediva ogni libera espressione. Quando iniziai a frequentare negli anni ‘70, il Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera, (è stato uno dei principali festival dedicati al disegno umoristico organizzati in Europa, fondato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale da Cesare Perfetto, ndr) partecipavano disegnatori come Raymond Penet (l’ideatore dei celebri“fidanzatini”) e Nehar Tüblek, uno dei disegnatori turchi più conosciuti , vincitore di numerosi premi anche in Italia, come quello di Bordighera e alla Biennale internazionale dell’umorismo d’arte di Tolentino. Con il tempo ho capito bene la realtà della Turchia in cui si poteva svolgere un’intensa attività satirica a cui veniva dato ampio spazio sui giornali – spiega la disegnatrice – , cosa che da noi in Italia non ci sognavamo nemmeno.

Nehar Tüblek

Negli anni a seguire mi hanno invitata a far parte della giuria che esaminava i partecipanti alla rassegna internazionale di Istanbul. Sono una delle quattro artiste negli anni ‘80 che disegnavano satira umoristica in Italia. Ad Istanbul partecipavano illustratori da tutto il mondo e venivamo ospitati in un palazzo storico dove un tempo era l’harem delle vedove del sultano, poi trasformato in un centro di calcografia per i stampatori. Qui ci siamo riuniti per una settimana con il compito di selezionare le opere umoristiche e satiriche. In Turchia in passato i disegnatori venivano trattati con riverenza e considerati dei personaggi molto amati e rispettati, alla pari degli scrittori». Visionare le tante illustrazioni e vignette realizzate dagli artisti ed esposte all’Andromeda di Trento fa capire come questa forma artistica sia fondamentale per l’esercizio e la libertà di pensiero in democrazia.

Nehar Tüblek

«Sono tornata una seconda volta in Turchia – prosegue Assunta Toti Buratti – per la rassegna internazionale di Istanbul il cui presidente della giuria era Metin Peker. Un giorno siamo stati invitati a visitare una redazione di un giornale ed io avevo in mano un piccolo libro d’illustrazione dal titolo “Sorridere piano”; lo vede un giornalista e avvicinandosi mi disse: “Sorridere piano, disegnare forte”». Scrive Fazila Mat in un interessante e approfondito articolo pubblicato sul sito www.balcanicaucaso.org dal titolo “Fare satira politica e religiosa in Turchia. La forza della tradizione umoristica (…)”: «le riviste d’umorismo sono un prodotto e anche un riflesso delle molteplici realtà contraddittorie che coesistono in Turchia e che, secondo alcuni umoristi, rappresentano la fonte dalla quale attingere il sorriso. La stampa satirico-umoristica a Costantinopoli risale alla seconda metà del XIX secolo. Le riviste del periodo, ispirate nei disegni ai coevi francesi e inglesi, oltre a segnare il passaggio da una cultura umoristica orale a quella su carta stampata, diedero anche voce alle preoccupazioni politiche, morali e religiose della società multietnica ottomana».

Tornando ai giorni nostri la disegnatrice dell’Andromeda ci racconta anche dell’incontro con uno degli artisti turchi più celebri: Metin Peker: «Ricordo quando durante una riunione di disegnatori Peker mi abbracciò con forza. Aveva fatto tre anni di carcere a causa di un colpo di Stato avvenuto in precedenza e solo dopo la caduta del regime era stato liberato. Pubblicava sulla rivista Karikatür che tradotto in italiano significa caricatura e viene utilizzata per disegnare i visi delle persone, mentre nel resto del mondo questa espressione artistica è carica di significati. Ora prevale il cartoon inglese. Su un numero di Karikatür è stata pubblicata in copertina una mia vignetta. Un’altra rivista online importante è Fenamizah (pubblicata fino al 2017, ndr). Tra di noi disegnatori ci sentivamo spesso e ho ricevuto spesso l’invito da parte dei colleghi turchi.

Il clima satirico in Turchia è alimentato da diverse manifestazioni come quella della Biennale di Ankara; in una di queste edizioni hanno partecipato anche i giovani del nostro laboratorio dell’Andromeda invitati in rappresentanza dell’Italia. A Smirne, nel centro storico, c’è il Museo dell’umorismo e della satira dei popoli del Mediterraneo dove io sono stata invitata in rappresentanza dell’Italia. Qui ho conosciuto il direttore del Museo, Eray Özbek, invitato poi a Trento dove è stato premiato come migliore disegnatore nella nostra rassegna, uno dei giurati alla rassegna internazionale di Bodrum sostenuta da un mecenate come Aidin Dogan (nel 2018 il Sole 24 Ore pubblicò un articolo in cui veniva riportata la notizia della vendita di alcuni dei suoi principali media d’opposizione in Turchia. Una situazione attuale in cui molti giornalisti sono stati arrestati e destano forte apprensione per le loro condizioni, ndr)».

La Turchia è stata anche la patria di Mustafa Kemal Atatürk, considerato come un eroe e padre nobile, eletto presidente della Repubblica e fautore della laicizzazione dello stato. Tra le sue prime iniziative intraprese la chiusura delle scuole religiose in favore di un sistema di istruzione pubblica centralizzato e l’abolizione dei tribunali religiosi. Un’altra personalità prestigiosa per la cultura turca è Nâzım Hikmet: poeta, drammaturgo e scrittore turco, è considerato uno dei più importanti poeti turchi dell’epoca moderna. Subì diverse condanne e fu incarcerato per 14 anni. I suoi libri sono stati tradotti in tutto il mondo mai nella sua lingua originale. Muore a Mosca nel 1963.

@Copyright Bertani editore 1988 Nuova editrice Verona – Studio d’Arte Andromeda

Assunta Toti Buratti cita anche la rassegna umoristica di Istanbul più quotata al mondo: «Vengono assegnati ventimila euro di premio da destinare al vincitore del concorso internazionale Nasreddin Hodja Cartoon Contest, aperto ai caricaturisti di tutto il mondo, ed il tema scelto ad ogni edizione biennale è in linea con le principali questioni del mondo più uno fisso, quello della situazione delle donne. Un mecenate finanzia le scuole per bambine orfane e un laboratorio fatto da non disegnatori. In Turchia c’è lo sforzo per emancipare le donne. La satira serve anche a scopi educativi».

L’Andromeda nel 1988 ha realizzato una rassegna di grafica umoristica dal titolo “Chi ha paura del lapis cattivo” dove sono state esposte opere di Marta Anderle, Giovanna Avancini, Giorgio Bertani, Cetrioli Salsa e Fantasia, Giuseppe Marchi, Carlo Martinelli, Rudi Patauner, Luigi Penasa, Giorgio Masera, Umberto Rigotti, Assunta Toti Buratti,Paolo Vitti, e con l’adesione di Aldo Bortolotti, Vauro Senesi, Vauro Senesi, Leonardo Cemak.

Rudi Patauner, ‘Chi ha paura del lapis cattivo’

Lassociazione è composta da Giulia Pedrotti che ricopre la carica di presidente, Assunta Toti Buratti è la vicepresidente, i consiglieri sono Lorenza Sebastiani, Romano Oss, Umberto Rigotti, Luigi Penasa, Alessandro Alfonsi, Nadezhda Simeonova

(Fonte: Articolo21; autore: Roberto Rinaldi; in apertura foto di Umberto Rigotti ‘Chi ha paura del lapis cattivo’ – Studio d’Arte Andromeda Trento 1988)