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Giornalisti minacciati

Ferma condanna dell’attentato perpetrato contro le auto di Sigfrido Ranucci e della figlia

Ferma condanna dell’attentato perpetrato contro le auto di Sigfrido Ranucci e della figlia, dal Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige Südtirol Journalisten Gewerkschfat
È l’ennesimo attacco alla libertà di stampa, segno che le inchieste giornalistiche hanno colpito nel segno i grumi di potere criminali oggetto delle inchieste giornalistiche del conduttore di Report.
Rivolgiamo un appello ai responsabili della sicurezza affinchè assicurino l’incolumità di Sigfrido Ranucci e della sua famiglia.
Oltre alla scorta delle forze dell’ordine, Sigfrido Ranucci può contare sulla scorta mediatica di tutti i colleghi italiani che si stringono attorno a lui.
In gioco c’è la difesa della libertà di stampa, cardine della democrazia, come più volte sottolineato con forza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da Papa Leone XIV.

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Giornalisti minacciati SINDACATO

Solidarietà del Sindacato alla giornalista Elisa Dossi

Solidarietà del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige alla giornalista trentina di Brentonico Elisa Dossi, colpita da una pietra da attivisti pro pal mentre all’esterno dello stadio di Udine stava svolgendo il suo lavoro di cronista per Rainews24 durante la partita della nazionale di calcio Italia-Israele.
In una nota, il sindacato regionale esprime la più ferma condanna della violenza e vicinanza alla collega alla quale augura una pronta guarigione.

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Ordine dei giornalisti SINDACATO

Sì alle conferenza stampa

Il presidente e la giunta provinciale di Bolzano non possono esimersi dal rendere conto all’opinione pubblica dell’attività amministrativa e legislativa, attraverso la costituzionale intermediazione giornalistica.
Lo evidenzia in una nota il Sindacato dei Giornalisti del Trentino Alto Adige.

La preannunciata nuova modalità di comunicazione attraverso comunicati stampa scritti preconfezionati ed esternazioni video di assessori e presidente impediscono ai giornalisti di svolgere la loro funzione costituzionalmente garantita e costituisce un arretramento alle pluridecennali conferenze stampa istituite dall’allora Landeshauptman Luis Durnwalder e continuate dall’attuale Presidente Arno Kompatscher fino allo spostamento dal prossimo 17 ottobre della giunta dal martedì al venerdì.

Il Sindacato regionale giornalisti solidarizza con tutte le redazioni di  giornali scritti, radioteletrasmessi ed online ed invitano il Presidente Kompatscher e la Giunta Provinciale di Bolzano a rivedere questa incomprensibile decisione che comprime la libertà di stampa e la funzione di intermediazione giornalistica, costituzionalmente garantita dall’articolo 21 della Carta Costituzionale.

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SINDACATO

Partecipazione del Sindacato alle manifestazoni di sabato 6 settembre 2025 a Bolzano

Anche il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige ha partecipato alla manifestazione in piazza Mazzini a Bolzano di Cgil, Anpi, Arci, Msf, per la pace in Medio Oriente.

Dopo la manifestazione il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige ha partecipato alla manifestazione nei giardini di piazza Garzetti a Trento della Cgil, alla quale hanno aderito, tra le altre, Anpi, Arci, Forum per la pace, la comunità islamica, il centro per la pace, l’Udu.

Il segretario regionale Rocco Cerone ha ricordato il prezzo altissimo pagato dall’informazione con le centinaia di giornalisti uccisi dal 7 ottobre 2023.

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Ordine dei giornalisti SINDACATO

L’Adige, copie scaricate illegalmente: scatta la denuncia. La solidarietà del Sjg

Il quotidiano: «Non si tratta più di tollerare un fenomeno marginale, ma di combattere una pratica industriale che minaccia di dare il colpo di grazia a un settore già in profonda crisi». Il sindacato regionale: «L’informazione professionale di qualità ha un costo e non può essere gratuita».

«Un clic per scaricare, un istante per condividere. E un intero giornale, frutto del lavoro di decine di professionisti, dalla redazione alla tipografia, finisce illegalmente nelle mani di migliaia di utenti. E un rito mattutino per molti, ma che si consuma nell’illegalità più totale: la lettura del quotidiano piratato, ricevuto comodamente sul lo smartphone tramite Telegram o WhatsApp. Un fenomeno dilagante e strutturato, che ora ha portato la nostra azienda a dichiarare guerra, depositando una denuncia formale alla Polizia Postale per tentare di smantellare questo sistema criminale». A raccontare questa azione contro la pirateria è L’Adige in un articolo pubblicato sull’edizione di sabato 30 agosto 2025.

Nel pezzo viene poi spiegato il meccanismo: «Poche ore dopo l’uscita dell’edizione digitale de l’Adige, spesso nel cuore della notte, un utente con un abbonamento legittimo scarica il file Pdf del giornale. Da li, il passo è breve: il file viene caricato su canali Telegram o gruppi WhatsApp che fungono da vere e proprie edicole digitali abusive. Questi gruppi diventano così le centrali di uno smistamento capillare che priva gli editori della loro fonte primaria di sostentamento le vendite e gli abbonamenti».

L’Adige sottolinea sia il danno economico (con un crollo dei ricavi che mette a rischio non solo i bilanci delle aziende editoriali, ma anche i posti di lavoro di giornalisti, tipografi, grafici e di tutta la filiera) che quello culturale di questi comportamenti, con la diffusione della percezione che l’informazione di qualità debba essere gratuita.

«La denuncia presentata alla Polizia Postale – si spiega nell’articolo -mira a colpire al cuore questo sistema. Gli investigatori specializzati in crimini informatici avranno il compito di risalire la catena, partendo dagli utilizzatori finali per arrivare agli amministratori dei canali e, infine, a chi per primo carica e distribuisce il materiale protetto da copyright».

Nell’articolo si parla poi di «punto di non ritorno. Non si tratta più di tollerare un fenomeno marginale, ma di combattere una pratica industriale che minaccia di dare il colpo di grazia a un settore già in profonda crisi».

L’Adige ricorda infine che legge 633/1941 sul diritto d’autore «è la norma che protegge le opere creative, come i giornali, vietandone la condivisione non autorizzata. Chi distribuisce: commette un reato penale, rischiando la reclusione fino a 3 anni e multe che possono essere superiori a 15.000 euro. Chi scarica: è soggetto a una sanzione amministrativa (a partire da 154 euro), oltre al possibile risarcimento del danni».

Solidarizza con l’iniziativa de l’Adige il Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige con una nota: «Anche attraverso le denunce penali si deve combattere la pirateria che attenta al lavoro giornalistico ed alle risorse degli editori; soprattutto si deve invertire il paradigma che l’informazione professionale di qualità ha un costo e non può essere gratuita». (anc)

Fonte: https://www.fnsi.it/

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Ordine dei giornalisti SINDACATO

Il cordoglio del Sindacato Giornalisti per la scomparsa di Alessio Coser

Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige si stringe attorno alla moglie Anna Maria ed ai tre figli Alice, Martina e Matteo di Alessio Coser scomparso ieri a 58 anni.
Le più sentite condoglianze sono espresse in una nota del sindacato regionale.
In particolare viene ricordata nel comunicato la stretta collaborazione nel progetto, condiviso con l’Ordine dei Giornalisti, l’Altro Archivio, per documentare in maniera originale, non stereotipata ed innovativa la rappresentazione fotografica della violenza nei confronti delle donne. Anche se ammalato, non ha voluto far mancare il suo contributo con il suo occhio attento al sociale.

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SINDACATO

Orari estivi

L’ufficio del Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige Sűdtirol rimarrà chiuso da lunedì 11 agosto a venerdì 15 (Ferragosto).
La segreteria riaprirà lunedì 18 agosto con il consueto orario dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 ed il martedì ed il giovedì dalle 14 alle 16.30.
Lo sportello sindacale, Inpgi, Casagit a Trento riprenderà martedì 2 settembre, per la chiusura estiva dell’ufficio dell’Ordine.

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PREVIDENZA E SALUTE

INPGI – Scadenza versamento contributi minimi 2025

Come ogni anno, entro la fine del mese di luglio i colleghi lavoratori autonomi sono chiamati a versare il contributo minimo previdenziale per l’anno in corso. La quota, al pari del contributo soggettivo, va a costituire nel tempo il montante previdenziale individuale. Il contributo rappresenta a tutti gli effetti di una forma di retribuzione differita per la propria attività lavorativa, contribuendo alla creazione di quel tesoretto che poi consentirà di percepire la pensione al termine della vita lavorativa.